Sviluppa per me, ti prego

27 agosto, 2008

E’ celebre l’incitazione Developer ! Developer ! Developer ! di Steve Balmer, l’attuale capo di Microsoft. Forse esagerava, ma sicuramente aveva capito che la razza eletta andava coccolata, curata, attirata.

Perchè il computer è solo una scatola vuota, una scatola che ha bisogno di creatività, di tecnica e di istruzioni ben fatte, in una parola di programmi.

I programmi li scrivono i programmatori, tutti gli altri lavoratori IT sono di supporto, aiutano talvolta a mettere in contatto programmatori tecnici con gli utilizzatori (analisti), oppure danno supporto, correggono e sorvegliano programmi che non funzionano bene da soli (sistemisti), oppure si occupano di tutte quelle faccende gestionali come l’organizzazione del personale, il budget e la gestione di impresa.

Oggi però assistiamo a due diversi interessanti fenomeni :

– I linguaggi di sviluppo sono diventati gratuiti.  Un tempo, i compilatori e gli strumenti per programmare si pagavano. Adesso invece le grandi multinazionali regalano gli strumenti per scrivere applicazioni. Apple regala tutto quello che serve per scrivere applicazioni per iphone, pubblica corsi ed esempi. Lo stesso fa Microsoft e Google e SUN. Sanno che gli sviluppatori renderanno i loro sistemi vivi, e che tra loro potrebbe esserci qualcuno con l’idea giusta per la prossima killer application.  Apple in questo ha l’enorme vantaggio di aver trovato un modo per dividere gli utili con i propri sviluppatori.

– I programmi si stanno dematerializzandosi. Un programma non è soltanto fatto di BIT, per scriverlo era necessaria una azienda, apparati, computer, collegamenti costosi ed in caso di applicazioni web server, firewall ecc.. Oggi le applicazioni stanno migrando nel cloud computing. Google con il suo app engine permette di scrivere solo l’applicazione e tralasciare server, database, connessioni e quindi sistemisti ed investimenti hardware. Di più, con la pubblicità online permette di saltare i commerciali, con il checkout permette di fare vendite online senza impiegati amministrativi, con la pubblicità permette di avere un minimo di ritorno per il proprio lavoro.

Proviamo ad immaginare un futuro con il browser come unica porta di accesso ai programmi che risiedono in una cloud, immateriale, con poche grandi società che offrono risorse di computing, database e spazio e che attirano programmatori offrendo strumenti, corsi, strumenti per la vendita ecc.

In questo caso sarebbe conseguente la scomparsa o il fortissimo ridimensionamento del settore dei DataBase, dei sistemi operativi server e client, dei mail server, del ruolo e del lavoro del sistemista installatore, la diffusione di client leggeri e mobili, lo snellimento delle software house ecc.

Un futuro tutto sommato auspicabile, faccio il tifo per Google, per i web service di Amazon e per l’application store di Apple.

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One Response to “Sviluppa per me, ti prego”

  1. Pippo Says:

    “I linguaggi di sviluppo sono diventati gratuiti. Un tempo, i compilatori e gli strumenti per programmare si pagavano.” Ma sei fuori ? E’ dai tempi del Vic 20 che un compilatore di qualche tipo viene sempre fornito, e di gratuiti in rete ce ne sono sempre stati.


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