Il successo dell’Iphone : la negazione dell’open source

21 agosto, 2008

Adoro l’Iphone.

Non ne possiedo uno e molto probabilmente lo comprerò mai, ma odoro l’iphone e il suo essere la completa negazione della filosofia open source.

L’hardware è completamente bloccato, non puoi installarci un sistema operativo diverso da quella nativo, è presente un TPM onboard.

I protocolli di aggiornamento e comunicazione con il sistemi Apple sono chiusi.

Il sistema operativo è closed, anche se usa parti e componenti open source ( scritti da poveri programmatori ingenui).

Puoi installare solo software sotto il controllo di Apple. Vuoi una nuova applicazione ? Bene la devi scaricare dal loro negozio.

Di più : possono inibirti l’utilizzo di una applicazione installata sul tuo telefonino da remoto !

Ovviamente, una soluzione così chiusa, così proprietaria, così sotto controllo non poteva che avere un grande successo.

L’apple store sta vendendo per 1 Milione di dollari al Giorno, ci sono 1.647 Applicazioni disponibili ed i numeri sono in crescita. Perfino Steve Jobs dice di non aver mai visto niente di simile in tutta la sua carriera.

Di più, i primi dieci venditori dell’apple store si sono già divisi 9 milioni di dollari ( e non stiamo parlando delle solite corporation, ma di semplici software house e perfino di singoli programmatori ) .

Apple ha creato un mercato, e questo mercato attira investimenti e quella sana economia che fa guadagnare di più chi più lavora e chi è più bravo.
Grazie Apple.

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13 Responses to “Il successo dell’Iphone : la negazione dell’open source”

  1. TADsince1995 Says:

    Non hai spiegato, però, quale sarebbe il legame tra il successo dell’ iPhone e il suo essere drammaticamente chiuso e sigillato.

    Tra l’altro, una delle principali critiche che si fanno all’open source è “tanto alla gente non gliene frega niente che sia open o closed, gli basta usarlo (il prodotto)”. Penso che una simile obiezione sia valida anche al contrario.

    Senza offesa, ma addirittura gioire sul fatto che da remoto possono inibirti l’uso di una applicazione su un prodotto che tu hai comprato, (una cosa che la maggioranza della gente considererebbe ai limiti della follia), mi sembra davvero un po’ masochistico.

    Ciao!

    TAD

  2. ziogian Says:

    “Apple a creato un mercato”
    ti suggerirei di metterci un “h”.

  3. closedclub Says:

    Per TADsince1995

    Si, la tua è una critica più che giusta, non c’è una relazione diretta tra closed e successo, a mio avviso c’è una relazione indiretta :

    Le aziende che sviluppano closed fanno prodotti migliori, possono investire di più e fanno bene all’industria IT creando un mercato che cresce ed innova.

  4. TADsince1995 Says:

    Ok, ora è più chiaro. Da come scrivevi sembrava che la gente si fosse buttata sull’ iPhone perchè consapevole e felice che fosse chiuso!!!

    Comunque vedremo la sfida con Android! 😉

    TAD

  5. closedclub Says:

    Su Android ancora non mi esprimo. E’ uscito il nuovo SDK ma per adesso c’è un gran fumo. All’inizio era open, poi non lo è stato più, adesso non si sa, aspettiamo di vedere licenza, applicazioni e market place.

    Non è detto che alla fine non si possa includere tra i closed : a me non risulta che abbiano mai rilasciato un loro prodotto open source quelli di Mountain view, alla fine potrebbero esserlo solo le API, come windows 😉

  6. Venditore di ipone Says:

    Talmente un successo che li vendi e tornano indietro entro la prima settimana dopo la vendita, talmente bloccati che la gente rimane schifata dal non poterci fare niente che non lo vuole piu’.

  7. Di_ME Says:

    Gia’ puo’ piacere solo alle persone inconsapevoli che vedono solo che e’ bello esteticamente e non si rendono conto di tutte le restrizioni che ha e che altri telefoni funzionano molto meglio. Oltre tutto altro che closed = prodotto che funziona benissimo, e’ pieno di buchi e manca dell’implementazione di cose elementari.

  8. whitenoise Says:

    Questa frase:
    “Il sistema operativo è closed, anche se usa parti e componenti open source ( scritti da poveri programmatori ingenui).”

    e questa:

    “Apple ha creato un mercato, e questo mercato attira investimenti e quella sana economia che fa guadagnare di più chi più lavora e chi è più bravo.”

    IMHO collidono…almeno sul “chi più lavora”…che poi jobs stia sopra gli altri…non lo metto in dubbio…

    cmq si, sono d’accordo con te…chi ha scritto applicazioni e software sfruttabile da apple…è ingenuo (BSD fanbody/droni/dev per fare un esempio)…

    per il resto l’iphone piace perché è bello ma non lo comprerò mai per da te elencato…

    siamo proprio opposti 😉
    Luca

  9. madmantalking Says:

    Sai tra le aziende che sviluppano open c’è anche apple, il kernel (XNU) e tutto il sistema di base (Darwin) di MacOS X è sotto APSL una licenza riconosciuta come Open sia da OSi che da FSF.

    Non è detto che un software open sia pessimo, ne che le compagnie che sviluppano open siano fallimentari.

  10. closedclub Says:

    E’ vero. Anche WebKit, alla base di Safari è open source.

    Ma Safari no, e neppure osx, sfruttano soltanto il lavoro regalato da altri.

  11. Di_ME Says:

    “Ma Safari no, e neppure osx, sfruttano soltanto il lavoro regalato da altri.”…

    Un bel chissenefrega no? Se io fossi uno sviluppatore volontario hobbista che ha sviluppato khtml, nel momento che lo sviluppavo avevo lo scopo di fare un buon browser per KDE.. ora c’e’ l’ho e sono soddisfatto, ovviamente uso Linux e KDE … se apple ha preso khtml e ci ha fatto il motore di safari cosa ci perdo? niente, KDE non va di certo peggio per questo… Che apple faccia pure, sara’ meglio per gli utilizzatori di osx se funziona bene, concorrenza in piu’ verso il buco viroso di Windows.

  12. me Says:

    a me, l’idea che un tizio dall’altra parte del pianeta possa decidere cosa io posso avere o no su un apparato di MIA proprieta’, col potere di eliminare o meno una certa funzionalita’/programma, fa rabbrividire.
    NO, GRAZIE, NO IPHONE PER ME.

  13. flesciamento Says:

    Io spero che tu stia facendo l’ironico, perché non posso credere che stai parlando sul serio!
    Se volevi fare un articolo a presa in giro dei ferrei sostenitori del closed-source per partito preso, facendo di riflesso capire le libertà e i punti di forza dell’open-source allora ci sei riuscito appieno! 🙂


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