GPL3, una occasione commerciale ?

21 maggio, 2008

Una della maggiori innovazioni della nuova licenza open source GPL3 è l’inserimento di clausole contro la cosi detta “tivolizzazione”. La parola nasce da TiVo : un sofisticato videoregistratore connesso ad internet che permette ad esempio la registrazione automatica tutti i film con un attore preferito.

TiVo funziona grazie a GNU/Linux e al software Open source, naturalmente rilascia le eventuali modifiche al codice sul suo sito a disposizione della comunità. Fin qui tutto bene.

C’è però una cosa che TiVo non permette : di modificare i suoi programmi ed eseguirli sul TiVo stesso. Questo perché TiVo praticamente ti regala l’hardware (99$) ma ti fa pagare qualcosa come 13$ al mese di abbonamento per i suoi servizi e se fosse possibile modificare i programmi interni si potrebbe far connettere lo scatolotto ad un diverso sito, con gli stessi servizi o migliori, magari gratis.

Siamo davanti ad una società che usa il FLOSS (free and open software), che quindi paga poco o nessuna royalty per ogni esemplare venduto, ma protegge l’esclusività nella fornitura di servizi e programmi per il proprio hardware facendo un sacco di soldi. Un po’ come se Google vendesse un EEPC con Linux bloccato, che usa solo i suoi programmi e si connette solo ai suoi siti, tipo iphone.

Per Richard Stallman, paladino della liberta di modifica e sviluppo, una situazione simile è fumo negli occhi. Da qui la nascita della la GPL3, che in sostanza afferma che se un dispositivo usa software libero l’utente deve essere libero di modificarlo e far girare la propria copia modificata nel dispositivo stesso. (Come TiVo protegga il proprio sistema e come la GPL3 lo impedisca sono dettagli)

Ora, letta così, paradossalmente può essere vista come una bella cosa sia da chi crede all’open source duro e puro sia da chi osteggia l’open : infatti più limiti ci sono all’utilizzo del FLOSS e meno concorrenza farà al software normale. Gli unici a vedere la GPL3 come una brutta cosa sono i moderati come Linus Torvald e Tassone.

Per TrollTech la GPL3 probabilmente sarà una vera e propria manna.

TrollTech sviluppa Qt, una libreria grafica famosissima, alla base del desktop per Linux KDE ma usata anche da Adobe, Lucas Film, Google e in moltissimi apparecchi elettronici come telefonini, smartphone et simila.  Al pari di MySql guadagna attraverso il modello Dual-licensing, affiancando alla versione sotto GPL una distribuita con licenza commerciale.

A Gennaio TrollTech ha abbracciato con entusiasmo la GPL3. Per il momento mantiene anche una versione GPL2, ma che succederebbe se questo fosse solo il primo passo in un percorso che porta alla adozione esclusiva della GPL3 ?

La conseguenza sarebbe che qualunque prodotto simil TiVo (ma anche semplici cellulari) non potrebbe più usare le Qt in versione Open, indipendentemente da modifiche o inclusioni in altri progetti, semplicemente dovrebbe acquistare la versione commerciale, fin oltre pagare royalty a discrezione di TrollTech per ogni esemplare prodotto.

La GPL3 è una grandissima occasione di business : le limitazioni introdotte, brevetti e protezioni, possono rendere la versione Open Source di qualunque software inadatta ai dispositivi embeded. Spingendo così le vendite della versione commerciale del software, che oggi sono effettuate solo grazie al valore aggiunto dell’assistenza (che però costa) e per la libertà di inclusione in progetti closed.

Ed il Kernel ? Linus Torvald ha deciso per il momento di mantenerlo sotto GPL2, probabilmente per non limitare la diffusione di Linux. Un peccato, potrebbe passare alla GPL3 e contemporaneamente rilasciare una versione commerciale del kernel, applicando esso stesso il Dual-licensing.

TiVo avrebbe il suo software senza limitazioni e Richard Stallman la sua versione aperta e libera e Linus un pacco di soldi. Tutti contenti ?

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9 Responses to “GPL3, una occasione commerciale ?”

  1. Raffaele Tesi Says:

    Ti ricordo che la Trolltech è stata acquistata recentemente da Nokia, un investimento nel settore embedded per eccellenza. Nokia ha appena deciso di buttarsi a capofitto su soluzioni linux/open.
    Strano che non si siano accorti della Gpl3

  2. closedclub Says:

    >Strano che non si siano accorti della Gpl3

    Oppure, è proprio perchè si sono accorti dell’enorme pericolo rappresentato dalla Gpl3 per chi guadagna sui servizi.
    Loro si sono comprati non solo la possibilità di usare quanto volgiono il software, ma anche di “chiuderlo” dentro una GPL3 che danneggerebbe i loro competitor pur non causando clamorosi fork.

  3. Di_ME Says:

    Quindi cosa c’e’ di male in tutto cio’?

    Io sono linuxiano ma trovo stallman troppo talebano, ha fatto la gpl3 ma sta poi agli sviluppatori decidere se usare la gpl2 o passare alla 3, non e’ un’obbligo.

    Per quel che mi riguarda l’unico punto che approvo della gpl3 e il divieto di uso su device DRM enabled.

    Ci sono un sacco di lettori multimediali da salotto che usano Linux e i vari ffmpeg/mplayer e le librerie lame per la loro altissima qualita’ di riproduzione unita ad un’estrema leggerezza di esecuzione. E mi pare giusto che un’azienda che voglia lucrare con un sistema cosi’ limitante per la liberta’ dell’utente si arrangi e se vuole le librerie e i codec se li sviluppa da sola.

  4. Di_ME Says:

    Poi voglio dire che chiudere l’accesso all’hardware non e’ detto che sia una soluzione…

    Piu’ un’hardware e’ chiuso piu’ e’ stimolante per quegli hacker o cracker (in base se lo fanno per divertimento o per piratare) che piu’ una cosa e’ difficile piu’ sono stimolati dalla sfida. Ti faccio presente come sboccano facilmente tutti i decoder satellite, come hanno installato Linux su xbox etc etc etc…

    Chi vuole piratare pirata e basta con o senza protezioni.

    Il lato positivo di un’hardware piu’ accessibile invece e’ invece stimolare quelle persone magari che si interessano di sistemi embedded e che magari su cellulari/palmari/console facilmente riprogrammabili potrebbero trovare un buon fertilizzante per la mente e l’ingegno utile per fare esperienza e magari trovare un lavoro domani. Senza danneggiare la ditta produttrice di quell’hardware. Lo smanettamente e’ uno tra i modi migliori per imparare.

  5. Krull Says:

    non sei credibile fino a quando continuerai ad usare il floss

  6. Vittorio Says:

    visto che si parla di hardware vi propongo un esempio.. l’azienda X effettua un lavoro di ricerca della durata di 4 anni per sviluppare una scheda di importazione audio di qualità eccellente. l’azienda X rilascia il driver in formato open source(in modo da permettere alle varie community di effettuare il porting su altre piattaforme).
    L’azienda Y, concorrente dell’azienda X, acquista una scheda e con acquisisce i sorgenti dei driver. In questo modo non solo ha lo schema hardware della scheda ma conosce anche il modo in cui questa scheda scambia dati con il sistema operativo. mette in produzione nel giro di qualche giorno la sorella della scheda prodotta dalla società X e la vende alla metà(non deve ammortizzare i costi dei 4 anni di ricerca). E non venite a dirmi che sta facendo qualcosa di illegale perchè non è così. Questo è il motivo per cui le aziende aspettano che la tecnologia da loro usata diventi “vecchia” prima di rilasciare i sorgenti dei driver.

  7. Di_ME Says:

    Vittorio: Gran Ca****ta! La ditta X crea la scheda sonora, brevetta cose importanti dei chip che la compongono, poi crea driver opensource con tutti i vantaggi di assicurarsi un supporto eterno su tutti i SO senza sforzo, compreso tutte le distro Linux.

    La ditta Y arriva prende la scheda si vede lo schematico prende il driver capisce come funziona ma non puo’ replicarla perche’ impedita dei brevetti 😛

  8. Abbio Says:

    come mai niente più nuove? hai imparato ad usare linux?

  9. Hai proprio ragion Says:

    Hai ragione, infatti ora le Qt sono LGPL. Mazza se ne spari di cazzate…


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