I 4 dell’Open Source

20 maggio, 2008

Il religioso : Sono quelli che ci credono davvero. Sono programmatori e scrivono o hanno scritto codice per progetti open source.

All’interno di questa categoria si presentano diverse sfumature, ma possiamo identificare 2 grandi correnti :

religioso-pragmatici (come Linus Toward ) : credono che l’open source sia il miglior modo ingegneristico di scrivere software. Prima viene il programma e poi la licenza, si tengono fuori da dispute ideologiche, per loro un programma è un programma.

religioso-talebani (come Stallman) : credono nell’indipendenza del software. Per loro il software deve essere libero, cioè si deve poter usare, studiare, modificare, copiare e ridistribuire. Che tradotto vuol dire gratis e senza copyright, se non è così ? Semplicemente non va usato, a prescindere dalla qualità.

Il Proselito : Sono quelli che seguono e aiutano i religiosi. Ci credono, ma non sanno scrivere codice e quindi al massimo fanno le iconcine e segnalano bug. Spesso si riuniscono in circoli chiamati LUG, o associazioni o altro.

Non sono molti, ma fanno un gran baccano. Sui media, sui blog, nelle commissioni parlamentari, ovunque è un fiorire di proseliti che parlano di software senza averne mai progettato uno.


Il Profittatore : E’ un dirigente, possiede una software house o è un venditore. Ha qualcosa da guadagnare dal lavoro gratuito dei programmatori. Non esita ad abbracciare la filosofia FLOSS, anche la più estrema se gli permette di aggredire il mercato e vendere dove mai venderebbe. Sa attirare la benevolenza dei proseliti e spesso degli organi di governo.

Fanno parte di questa categoria molte corporation che promuovono l’open source, ma non rilasciano i loro programmi Open. Diciamo che sostengono l’open source, ma quello degli altri !


Il Mucco : E’ un profano, non sa niente di programmazione, quando gli parli di formati aperti ti guarda come le mucche guardano un treno.

Gli puoi raccontare quello che vuoi : che i programmi li scrive la community, che sono più sicuri perchè li testano in tanti, che sarà un uomo più felice se avrà i sorgenti, che tutto il mondo sta adottando l’open source e che lui stesso è un oppresso e che vuoi siete li per liberarlo dalla schiavitù.

Solitamente quando sente la parola gratis si converte e allora cominciano i veri problemi :

Se è un utente casalingo, si pentirà rapidamente ma rimarrà dell’opinione che “è meglio“, e che “è troppo più sicuro” e altre falsità del genere, però lui intanto torna al Mac o a Windows.

Se invece è un dirigente o un imprenditore crederà di aver trovato il santo Graal del risparmio e convertirà tutta l’azienda tranne il suo portatile Macbook Air all’open source, precipitandola così nel medioevo tecnologico, rione delle consulenze infernali.

Tu chi sei ?

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27 Responses to “I 4 dell’Open Source”

  1. eeecp Says:

    Chi sono? Per fortuna nessuno di questi! 😀

  2. allafacciavostra Says:

    trovo questo blog molto molto stupido.

  3. Abbio Says:

    io però so chi sei tu! un ignorante!

  4. Raffaele Tesi Says:

    vogliamo parlare degli stereotipi fan-microsoft?
    L’altro giorno mi è capitato un sistemista win, che ci parlava tutto entusiasta di come MS riesce a gestire utenti e gruppi i utenti tramite ActiveDirectory. Il punto è che puntava sul fatto che il concetto di gruppi/ruoli/permessi fosse una straordinaria novità MS. E poi di come è possibile fare click col mouse destro e attivare “Esegui come” per far partire un eseguibile da un altro utente “Ma ti rendi conto di cosa puoi fare con Microsoft????”.
    ——
    Dal suo punto di vista non posso manco dargli torto, conoscendo solo MS per lui sono straordinarie innovazioni cose che esistono in altri sistemi dagli albori della civiltà, ma rende l’idea dell’ignoranza che spesso regna sovrana nei solo-microsoftari.
    —–
    Esistono una infinità di sistemisti MS che del tcp/ip non sanno un cazzo (“click mouse destro qui, doppio click là”), che ritengono perfettamente lecito avere a che fare con processi che non si fanno buttare giù e di cui è impossibile fare il renice.
    … e che hanno un botto di certificazioni!!!

    Non faccio di tutta l’erba un fascio ma: è quasi impossibile trovare un sistemista linux con 5+ anni di esperienza che nn abbia una approfondita conoscenza dello stack di rete / protocolli / competenza in almeno un linguaggio di scripting / ………..
    … è normale trovare un sistemista MS che se la cava bene con click e doppio click, che mette su server di posta senza sapere cosa è l’SMTP, che a parlare di riga di comando gli viene il sorrisino ebete.
    E che se gli chiedi di cercare una stringa all’interno di un file di log da 300 mega, non riesce a far di meglio di aprirlo col notepad e poi click su modifica->trova. (Approccio che usa il 99.99% dei Winari).

  5. eeecp Says:

    Bravop, il fatto è che Windows puoi usarlo anche senza saperle quelle cose, mentre con Linux sei costretto a diventare un ingegnere per riuscire a usarlo. Ma va…

  6. Raffaele Tesi Says:

    ma infatti.
    – Parlami del processo di compilazione di un progetto.
    – Click sul menu X, click su ‘Compila’
    – Bravo, eccoti il certificato.

    ——-

    W la semplicità.

  7. eeecp Says:

    Si, perche non ti va bene? Meglio spendere di piu prima per avere un buon software che tutti sanno usare senza dover studiare che risparmiare sulla licenza per averne uno che per usarlo bisgona essere esperti.
    E i dati dimostrano che è questo che la gente vuole, secondo le statistiche di NetCraft e della Commissione Europea IIS sta facendo le scarpe molto velocemente ad Apache:
    http://www.ossblog.it/post/2971/iis-sta-recuperando-posizioni
    Quei dati sono veri. Ed effettivamente il nuovo IIS è veramente ottimo, il divario di qualità con LAMP è nullo dal punto di vista pratico.
    Mi costa di piu in licenza ma dopo spendo niente per configurarlo e mantenerlo. Lo stesso non si puo dire di Apache, che al massimo ha ancora margine per diffondersi sui blog o sui server personali.

  8. Raffaele Tesi Says:

    “Apache, che al massimo ha ancora margine per diffondersi sui blog o sui server personali.”
    Non esagere dai. Riguardo alla semplicità: puoi caricarti una soluzione AMP completa in una chiavetta (completa, non in edizione rippata). E i problemi relativi alla sua gestione sono minimi.
    Una soluzione LAMP ha una affidabilità/stabilità (a partire dalla L), che tutti gli altri si sognano.
    Lo voglio vedere con i miei occhi un server Windows esposto al mondo con un uptime di ANNI.
    Non bisogna confondere diffuzione con qualità.
    WINDOWS ME (che chiunque sia in buona fede non può che definire un obbrobrio) avrà sempre più successo di un ultimissimo Leopard, anche oggi, ma non perchè sia migliore. Se tante case produttrici di hardware si rifiutano di rilasciare driver linux, addirittura DI FAR SVILUPPARE GRATUITAMENTE A TERZI driver linux (andate su google per i dettagli), non significa che win sia migliore, ma che ci sono accordi di interesse dietro (legittimi per carità).
    Windows (specie lato desktop) è un giocattolo, definirlo sistema operativo è quasi un’offesa. Come può essere definito serio un sistema in cui non si ha il totale controllo dei processi, che ha una cosa chiamata “Registro” fatta a quel modo, che ha il suo concetto allucinante di installazione inserendo pezzetti di shit ovunque e guai a perderne qualcuno, che degrada già dopo pochi mesi…
    ————–
    Riguardo all’altra domanda (che problema c’è se un sacco di gente impara che il processo di compilazione si fa con un click, che la rete si mette su con click destro qua – doppio click là – …): nessun problema.
    Però ascolta: l’innovazione parte anche dal basso, milioni di clicchettari in realtà non sanno fare un cazzo di nulla, sono gli utonti che sbarrano gli occhi se gli metti su il cursore del mouse a forma di patata, che vanno in visibilio x un effettino javascript. Considerano il dover riavviare/(far) formattare il pc una cosa normale, come l’installare una infinità di stronzate.
    NON SONO ESIGENTI, a tutti i livelli.
    I problemi esistono, cari miei, sono nascosti ma esistono e occorre saperli affrontare.
    ———
    Mi sono rotto il cazzo di avere a che fare con sistemisti che non sanno cos’è un header smtp (Exchange funziona, non ci sono le lucine rosse quindi è tutto a posto).
    Questo approccio ha un costo, altroché. Ricordi per quanti anni siamo stati ammorbati da internet explorer 5/6?

    —————————–

    Davvero era bellissimo e ne erano tutti contenti?
    Certo! Perchè alla gente non gliene frega un cazzo degli standard, della sicurezza; hai idea di quanti miliardi e miliardi costi questa ignoranza diffusa? Quale limite per l’innovazione?
    ———————————–

  9. motumboe Says:

    che Towards, si scrive Torvalds! pirla!

  10. whitenoise Says:

    io sono tutti e nessuno… 😉

  11. PP Says:

    Esperienza di vita:
    Mi chiama un professionista del web (uno di quelli che si fa pagare e tanto) per un problema. Non riesce a mandare una mail da una form di un sito web.
    Gli chiedo quale ha (così per semplificare le cose con un po’ di php). Mi dice “che cos’è”? Poi gli chiedo con che cosa fa le pagine. Con Dreamweaver. Ah, bene. E che linguaggio server-side usi? Risposta: …
    Il vantaggio dell’open source è che le migliori menti provengono da lì. Gli altri hanno solo milioni di utilizzatori, ma non hanno hacker, o vogliamo dire power-user o [trovatuilsinonimoadatto].
    Tutti i più grandi siti del mondo utilizzano il LAMP. Quelli medi, per il 70% LAMP. Quelli piccoli per il 99% windows/iis/frointpeigg o similia.
    Vabbé i sistemi WIMP sono tantissimi.
    Il futuro e il presente sarà e sono i CMS open source! Conosco tantissimi che usano il VB# solo per replicare pessimamente Joomla. Allora usa Joomla e basta!
    Se quello di prima mi avesse detto: “guarda, uso joomla, ma non dirlo a nessuno” non gli avrei detto aufwiedersen.

    P.S. Ma tu usi wordpress? non è open source?

  12. aXel619 Says:

    Sono un profittatore, ma credetemi, a quel povero mercato non ho mai fatto nulla, tantomeno aggressioni!

    Faccio ammenda e prometto di migrare tutto quanto a software m$ costosissimo e quindi per forza bellissimo!

    Però sono davvero arrabbiato, è un duro e ingiustificato attacco al mondo opensource, non si tratta di una presa in giro di luoghi comuni, giammai!!!

    Che scandalo, tuttavia avverto un pò di fame, fedele alle mie convinzioni politiche vado a scongelare un bambino per merenda… 😉

  13. johnnymnemonic Says:

    Tra l’altro come al solito si interpreta free come gratis e non come libero, e di differenza ne passa molta
    Se un’altra volta devi spalare ***** almeno informati prima, magari verresti contestato solo sul lato tecnico e non anche su quello personale

  14. closedclub Says:

    per johnnymnemonic :

    Tanto per curiosità, puoi citarmi esempi di software free od open source a pagamento ? Qualcuno almeno.

  15. gg6x6 Says:

    per closedclub

    software open source e free (inteso come si intende per l’open source) sono la stessa cosa, proprio perchè con “free” si intende la possibilità di avere il sorgente, perciò la cosa è ininfluente con il fatto che siano o non siano gratis.

    Prima di scrivere un sacco di minchiate su di un blog informati un po meglio la prossima volta! 😉

  16. closedclub Says:

    per gg6x6 :

    non eludere la domanda, le 4 libertà posso citartele a memoria. Ti ho chiesto se conosci esempi di prodotti “liberi” a pagamento.

    Anche perchè la freedom 2 è far usare il mio software al vicino. Allora, dato che tutti dite free non è gratis, e offendete chi lo contesta : portate degli esempi, così ne discutiamo.

  17. Mor Says:

    per closedclub:
    non hai proprio capito il punto. Non devi cercare software liberi a pagamento: non ha senso.
    Quello che in tanti cercano di farti capire che esistono tanti software *gratis* che non sono free. Questi ti danno l’illusione di libertà e basta, ma si portano dietro i problemi di mancanza di sorgenti ecc…
    Devi vederla da questa prospettiva, che è esattamente opposta a quella della tua domanda.

  18. closedclub Says:

    per Mor

    >che esistono tanti software *gratis* che non sono free.

    Si, questo lo so. Il freeware è sempre esistito, anche l’open senza ideologia se è per quello.

    Sui “problemi” della mancanza di sorgenti ci sarebbe tanto da parlare e ne parleremo.

    A me basta sapere che il software free (libero) è gratis o almeno solitamente gratis.

    Perchè è spesso è questo che viene detto : “Free non è gratis, il software può benissimo essere a pagamento”.

    E dire che questo non è vero, tanto mi basta. Di libertà dei programmi (rolf) ne parlerò.

  19. johnnymnemonic Says:

    xandros, la distribuzione che asus usa (modificata) sui suoi eeepc, è a pagamento

  20. closedclub Says:

    Ma che io sappia le aggiunte più interessanti di xandros sono proprietarie, e closed !

  21. omero Says:

    Dico la mia:

    Sto studiando per diventare sistemista win.
    Vorrei riuscire a diventare anche un sistemista linux.

    Nel percorso di studi che sto affrontando i protocolli si studiano. Modello ISO/OSI, TCP/IP ecc…
    Non a livello Cisco ma si studiano.
    Inoltre un sistema win2003, è diverso dal sistema Xp, richiede più conoscenze e competenze.

    I sistemi desktop devono essere semplici, mi sembra giusto che colui che ne usufruisce non deve saper utilizzare la bash per scrivere ogni tanto un documento word o excel.

    Inoltre linux sta imboccando una via troppo “commerciale” che personalmente non approvo.
    Quando mi sono avvicinato a linux era un sistema stabile era una roccia; molte distribuzioni han voluto ricorrere windows (ottendendo discreti risultati) perdendo per strada una delle caratteristiche che preferivo in linux: la stabilità.
    Spero che non perdano per strada anche la sicurezza.

  22. salvatore Says:

    ma —– stai a di open source non vuol dire per forza gratis un esempio é cross over http://www.codeweavers.com/products/
    e a pagamento e pure è open source

  23. Di_ME Says:

    L’uomo Microsoft

    non sto parlando del signor Guglielmo Cancelli in persona ma di quei tizi che lo adorano quasi fosse una divinita’ pagana o un leader politico che ha promesso di azzerare le tasse.

    Si pongono da informatici esperti e coscienziosi. Dicono di aver visto di tutto, di aver fatto esperienza anche con le calcolatrici tascabili ma in poco tempo si tradiscono e tirano fuori quella che e’ la loro vera indole: l’amico di Bill.
    Chi possiamo definire amico? Beh, c’e’ tutta una canzone degli anni ‘80 che lo spiega. In breve definirei amico colui che ci difende, che ci ascolta anche quando diciamo fesserie, che ci consiglia e ci conforta quando siamo tristi.
    Ebbene, il loro amico e’ Bill:
    Tramite la pubblicita’ dei prodotti M$, li convince che solo dei “veri informatici(TM)” possono ambire a quel software e loro si sentono adulati da tanta considerazione in quanto, guardando quella figura, stanno dimostrando di esserne parte
    Durante le operazioni noiose, come l’installazione del sistema operativo, si sentono ricordare di quanto sono stati bravi a scegliere quel prodotto, di che innovazione tecnologica saranno testimoni e di che meraviglia si potranno deliziare una volta finita l’operazione
    Se il sistema si blocca dicono “chiamaci e diccelo!”. Poi magari non risponde mai nessuno o non sanno cosa dire ma hey! Gli amici non sempre sanno dare consigli giusti. L’importante e’ sapere che in caso di problemi hanno qualcuno da disturbare!
    Cercano di tenerli fuori dai problemi: dicono che puoi fare tutto in tre click e senza preoccuparti di quello che avviene sotto. Quando poi questo causa problemi dicono che hanno sicuramente sbagliato e che i click li hanno fatti nell’ordine sbagliato oppure con troppo pathos
    Li fanno sentire sempre speciali: mandano opuscoli e dicono che sono stati scelti tra i pochi fortunati a sapere in anticipo che sta per uscire quel programma (di cui girano versioni beta da mesi, magari) oppure invitano ai loro corsi di aggiornamento del tipo “Miglioriamo la produttivita’ aziendale: come fare 4 click premendo solo due volte il pulsante del mouse”. Quota d’iscrizione: 2000 euro e non e’ riservato a tutti, ma solo a veri informatici come loro.
    Queste persone si innamorano perdutamente e non lasciano piu’ il loro credo. Nessuna soluzione software e’ davvero innovativa se non lo dice Lui, nessun software puo’ essere giudicato affidabile se non lo ha prodotto Lui, GNU/Linux e’ il nemico e va tenuto alla larga (tanto il vero business non si fa con quella roba, quei cretini al massimo danno cd gratis o pinguini brutti e tristi).
    Hanno un concetto tutto loro di sicurezza informatica che, poi, e’ quello che Bill li induce a credere. Se ci sono milioni di virus che proliferano grazie ad uno script in un sito web non e’ colpa di chi ha fatto il browser o il sito web ma tua, che vai in certi siti, oppure del mondo che e’ brutto e cattivo e ci si deve difendere. Come? Serrando tutto senza alcun controllo. Poi magari l’utente condivide tutta la Documenti su peer-to-peer. No, purtroppo a questo Bill ancora non puo’ porre rimedio ma potra’ farlo a partire da Windows 2018, quando la M$ dovra’ firmare digitalmente anche la lettera alla tua dolce meta’ altrimenti non e’ considerata sicura. Perche’ Bill e’ un amico vero, e lui sa cosa e’ giusto per il tuo silicio.

  24. bbb Says:

    ahahahah pietoso…
    e poi si scrive Torvalds…
    e poi free non vuol dire gratis -> free speech, not free beer
    e poi citazione necessaria: . Come sarebbe a dire falsita’? Ma sei un piazzista o linux lo hai provato almeno una volta?
    ma va’ va’… magari impara ad usarlo, magari invece di perdere tempo a scrivere vaccate sul blog ecco… magari eh…

  25. salva Says:

    sinceramente sei una testa di
    biip
    vuoi sapere chi sei tu,
    il lecchino di casa M$
    davella che non sei altro


  26. Nel più totale del non anonimato devo assolutamente rispondere. Premessa, in questo post per open-source intenderò la cosidetta licenza GPL ossia quella che trasforma in GPL tutto ciò che tocca, e similari, un virus ricorsive che uccide il software proprietario.
    Altre tipologie di licenze open-source che permettono di svilupparci sopra software commerciali hanno in realtà la mia approvazione.
    Quindi dico subito che Stalmann è un co****ne all’ennesima potenza.
    Fatta questa premessa ora mi esprimo.

    L’open source è un modello auto-sostenibile?
    Il meccanico lavora open-source? L’avvocato lavora open-source? Dei cellulari che compriamo ne acquistiamo anche gli schemi circuitali? La risposta è NO.
    Siamo in un contesto economico capitalistico nel quale tutto e CLOSED. L’open source è idoneo se si cambia il tipo di economia non più basato sul denaro.
    Mai visto start track? La sociatà dovrebbe essere impostata in quel modo.
    Non è che se si è contro l’open source (GPL) si deve essere filo microsoft e se si è per l’open source si è contro Microsoft. Questo modo di ragionare semplicistico e dicotomico è errato.
    Non ci sono i merkantari che utilizzano l’open source sfruttando il lavoro gratis dei programmatori? Dite che non ci sono? Ma per favore…. L’open source è utilizzato dalle grandi corporate per ridurre il costo di produzione del software ma esso è una zappa sui piedi a chi volesse fare impresa in una logica improntata sul prodotto e quindi vendere di massa.
    Vero, possiamo impostare il nostro business in una logica di servizio, ma guarda che bisogna seper vendere comunque per poter sfruttare l’open source. I programmatori non sanno vendere, chi sfrutta economicamente l’open source sono i merkantari con il risultato che gli stessi comanderanno considerando il programmatore una nullità, tanto il suo lavoro e la sua consulenza vale gratis.
    SVEGLIAMOCI. L’open source è OK se visto in un contesto Accademico, per studiare e per imparare ma è un danno per il programmatore che ha capito che ci si guadagna soltanto vendendo il proprio software e non lavorando per il profitto altrui, perchè in questo caso, almeno nel nostro bel paese, programmare non CONVIENE. Dimostratemi il contrario, forza.
    L’open source ucciderà Microsoft? prospera ancora indisturbata. Ribadisco che serve soltanto per ridurre di tanto il costo di sviluppo del software sfruttando i lavaggi del cervello degli idioti sostenitori della GPL. (se respirassero un po di gas magari rinsaviscono) . L’open source uccide i cosidetti programmatori veri, quelli che sviluppano kernel, engine, librerie e non i cacciavitari, quelli che fanno i copia incolla, che per 2 personalizzazioni si credono programmatori. Non è vero questo? dimostratemi il contrario. L’open source eleva i sistemisti e i merkantari e svilisce i programmatori e per me è diventata quasi un offesa se mi chiamano solo programmatore.
    Non sono fisso nelle mie idee, dimostratemi il contrario, dimostratemi che sbaglio ma con dei fatti empirici. Ragionate da imprenditori e non da programmatori monkey coder.

    Saluti.

    Roger
    ————————-
    http://www.GiuffreSoft.com


  27. Pertanto il sottoscritto non condivide gli estremismi dell’autore del blog, ma condanna totalmente le licenze open-source che impediscono ogni forma di sfruttamente commerciale del codice implementato.


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