Il verbo dell’eretico

18 maggio, 2008

In questo precedente post ho parlato di Larry McVoy, uno sviluppatore ed imprenditore vicino a Linus Toward, che ha contribuito attivamente allo sviluppo di Linus, che conosce le persone che l’open lo hanno creato.

Stiamo parlando di uno che è cresciuto a pane ed open source, che in questa intervista su Forbes ci parla di innovazione ed open source.

La prima cosa che dice è che a seguito della sua esperienza, è arrivato alla conclusione che l’open source non permette di creare prodotti realmente innovativi.

Lui stesso, se rilasciasse il proprio prodotto open source andrebbe fallito in sei mesi.

Sviluppare un singolo prodotto innovativo costa una montagna di soldi, serve un solido business model dietro questi investimenti. Sembra ovvio, ma per molti non lo è.

McVoy ci dice che i ragazzi dell’open pensano che i “big boy”, cioè le grandi compagnie sponsor di tanti progetti open, verranno a sostenere i loro prodotti. Ma questo succederà solo dopo che avranno dimostrato di essere eccezionali, superiori ai loro stessi prodotti. E nel frattempo chi paga ?

Ma continuiamo con un passaggio dell’intervista illuminante :

“‘You’re an evil corporate guy, and you don’t get it.’ But I’m not evil. I’m well-known in the open source community. But none of them can show me how to build a software-development house and fund it off open source revenue.”

Cosa ci dice McVoy ? Ci dice che tutti gli danno del demonio, ma lui non è un demonio, conosce bene l’open source. Ma nessuno di loro è in grado di fargli vedere come fondare una software house andandoci pari con l’open source.

Cioè stiamo parlando di uno che ha l’esperienza, i contatti giusti, il talento necessario e che ci dice che tutti parlano, parlano e basta.

Nessuno vuol ammetterlo, ma lo sviluppo della maggior parte dei progetti Open Source è finanziato da aziende che non sono open source a loro volta (io aggiungo che lo sfruttano). Oppure da aziende di hardware, ma con questo modello non è possibile fare vera innovazione, iniziare un nuovo progetto. E se non si è finanziati i soldi non bastano.

Questi concetti, espressi da uno che adora l’open, devono far riflettere chi pensa di fare azienda rilasciando i prodotti open, ma sopratutto chi scrive ovunque che l’open source è innovazione. Non solo non è vero, ma vero il contrario.

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11 Responses to “Il verbo dell’eretico”

  1. lucac81 Says:

    LOL se vuoi sparare a zero contro l’open source almeno smetti di usare software opensource per il tuo blog
    hihi

  2. eeecp Says:

    I progetti open importanti finanziati dalle multinazionali come IBM o Sun vanno avanti bene, ma quelli gestiti interamente dalla comunita e dai volontari vanno avanti a stenti.
    Basta guardare i programmi che ci sono nelle distro: nelle migliaia di pachetti che ci sono è pieno di programmini incompeti, non funzionanti, che non si installano o che sono di pessima qualità.
    A parte i soliti software noti (Firefox, Openoffice, Apache, etc…, guarda caso tutti quelli finanziati dalle multinazionali) tutto il resto è un obbrobbio.

    Dopo anni che seguo Linux mi sono ricreduto sulle potenzialita del modello open source. Finche c’è una multinazionale che finanzia un progetto con qualche milione di dollari all’anno tutto bene, ma se si lascia tutto in mano ai volontari non funziona niente. Com’è naturale che sia, d’altronde.

    I programmi closed commerciali per windows si installano al primo colpo, sono completi, curati, ben documentati, ci si trova da dio.
    Ad esempio, quando mai un progetto open riuscira a fare un sofware per l’utente medio come Pinnacle Studio? Volete paragonarlo a kdenlive o kino? Con 100 euro mi porto a casa un prodotto perfetto, diversamente dalla maggior parte dei programmi open che saranno anche gratis ma che quasi mai sono all’altezza.
    E che per riuscire a usarli sono costretto a svoutarmi il protafoglio con l’assistenza, perdendo il guadagno di non aver pagato il programma.

  3. Raffaele Says:

    una domandina: ma ci ha pensato nessuno che
    IL WEB E’ UN ESEMPIO DI PROGETTO OPEN DI SUCCESSO! OGNI COSA, DAI PROTOCOLLI USATI, AGLI STANDARD, ALL’HTML, TUTTO E’ STATO CEDUTO LIBERAMENTE. SE I TIZI FONDATORI (TALUNI RESIDENTI IN SVIZZERA) AVESSERO AVUTO UNA MENTALITA’ CLOSED………………………….
    —————–
    dubito che troverai mai una soluzione più semplice, user-friendly, documentata, scalabile per lo sviluppo di applicazioni web di php(RoR)/mysql (postgresql).
    Cerca in giro (su sourceforge per esempio) soluzioni crm/cms/forum/… di questo tipo; poi fai click su download, unzippi nella cartella opportuna, apri il browser su localhost: e parte la configurazione di base. Ti sfido a trovare qualcosa di più semplice e intuitivo. Prevengo le obiezioni:
    sarà scalabile? SI’
    è documentato? Più di ogni altra cosa al mondo, docs, forum, risposte in tempo reale.
    supporto? Ovviamente dalla comunità, con patch continue e aiuto immediato (si parla dei progetti più diffusi ovviamente)
    qualità? Aspetto grafico? Accessibilità? Straordinarie (non sempre ovviamente, ma vai a cercare).
    ——————–
    Ora, fai un confronto con una soluzione Microsoft. IIS + aspnet + sqlserver.
    1- Quale soluzione è la più semplice? Quella LAMP è multipiattaforma, per portarla da una macchina all’altra (o in produzione) è sufficiente fare il copia/incolla di una cartella, anche tra sistemi operativi differenti. Non è necessario installare nulla nelle macchine di test, è sufficiente un pacchetto all-in-one alla xampp sulla chiavetta. Vogliamo davvero fare un confronto????????????
    2- Quale è la più potente? Sicuri sicuri che a fronte di tanta semplicità la soluzione LAMP sia meno potente? Vogliamo scommettere? Al di là di facili nomi, quali ebay, si sprecano i siti/portali fatti con questa tecnologia.
    3- Documentazione. Idem come sopra.
    4- Supporto. Una infinità di aziende che ‘coprono’ il supporto tecnico.
    ————
    Questo è solo un esempio, applicato al non trascurabilissimo settore WEB 1/2. Da solo non è poca cosa, me lo concederete, specie in prospettiva (si parla di usare il web per ogni cosa nel futuro, dopodichè: bye bye MS!
    ————————-

    Riguardo a MvVoi: è un classico usare le parole di un ex-patito di una causa per sputtanare la causa stessa. Non c’è ambito: religioso/scientifico/storico/politico dove non viene preso il neo(s)convertito per dire – ecco, se lo dice lui è tutto chiaro. In realtà non cambia proprio un bel nulla. Sarebbe futile da parte mia citare tutti i tizi convertiti all’opensource per dire: ecco la dimostrazione che questo è il modello giusto.

  4. irq Says:

    Sempre quello il discorso… si finisce su LAMP, oppure se si va in ambito desktop su OOo o Firefox… che, come diceva eeecp, sono gli unici progetti che bene o male funzionano, perchè c’è dietro Sun (o IBM o chi per loro) che pagano…
    Sono sempre in attesa che qualcuno risponda all’obiezione sollevata da eeecp (bellissimo esempio):

    Ad esempio, quando mai un progetto open riuscira a fare un sofware per l’utente medio come Pinnacle Studio? Volete paragonarlo a kdenlive o kino? Con 100 euro mi porto a casa un prodotto perfetto, diversamente dalla maggior parte dei programmi open che saranno anche gratis ma che quasi mai sono all’altezza.

    Ti tireranno fuori MySQL, Emacs, Apache… tutta roba di cui al 99% degli utenti di PC (esclusi i sistemisti , i web developer e simili) non importa un accidenti!

  5. Raffaele Says:

    (guarda compiere: http://www.compiere.com/)

    Apache/php/mysql è l’accoppiata che usa di + l’utente medio, che è quello che ad esempio legge questo blog, su piattaforma wordpress.
    L’utente medio va su youtube (python), partecipa alle aste du ebay (lamp), fa ricerche su google (tutto basato sull’opensource anche se l’algoritmo non è rilasciato), compra i libri su Amazon (lamp), magari cerca amici su Meetic (lamp), eccetera (lamp).
    Son sicuro che l’utente medio è immensamente interessato a Pinnacle Studio e se ne sbatte del resto , però è piuttosto sbagliato dire che mysql/apache/php (ad esempio), hanno avuto successo grazie a IBM, al momento dell’esplosione LAMP sti colossi avevano le loro brave soluzioni proprietarie da tirare avanti.
    ————————–
    Ho fatto tempo fa l’esempio di Compiere (http://www.compiere.com/). E’ una soluzione business, un esempio di prodotto desktop molto complesso (come ogni erp), opensource e straprofessionale/strasupportato.

    EVOLUTION: mail client/calendario/task. Per chi lo conosce: non è professionale?

    AMAROK:

    Second life: il software che supervisione all’interazione del mondo è opensource

    ARDOUR: digital audio workstation

    7zip

    Sono solo alcuni progetti desktop presi a caso, vogliamo parlare di Plone? Asterisk/Win32?

    E di tutte le soluzione firewall? E le distro live basate sulla sicurezza (forensic/pen testing) e recovery? Avete idea di quanto possano essere utili in molte occasioni?

    E il sistema di distribuzione dei pacchetti? Avete visto quello che sarà il futuro http://www.cnr.com?

    Vogliamo davvero parlare della gestione dei processi di windows?
    E della gestione della rete? Avete visto l’obbrobrio di Vista?
    Vista sarebbe il gioiello di anni e anni di evoluzione?

    Ripeto e concludo: ci son settori in cui è meglio usare software closed, in altri software open (cercate in giro quanti film hollywoodiani recenti hanno linux e relativi strumenti alla base); questi due mondi possono convivere alla grande.

  6. closedclub Says:

    Ebay e Amazon sono su LAMP ? Riferimenti ?

  7. irq Says:

    [cit.] Ripeto e concludo: ci son settori in cui è meglio usare software closed, in altri software open (cercate in giro quanti film hollywoodiani recenti hanno linux e relativi strumenti alla base); questi due mondi possono convivere alla grande. [/cit]

    Perfettamente d’accordo.
    Giusto che debbano convivere. Io non credo che l’open sia un modello completamente sbagliato o che non sia molto buono, forse anche il migliore, *per certi campi applicativi*.
    Quindi NON è vero che con l’Open Source si può fare tutto come vorrebbe RMS (e una schiera di fanatici che pende dalle sue labbra) e che un utente medio (termine di difficile definizione a parole… ma facile da intuire se immaginate vostro cugino o il vostro vicino di casa) può fare con strumenti FLOSS tutto quello che farebbe con un assortimento di “win+software closed+software open”. E, nello specifico, gran parte dei software di cui il nostro utente medio fa *consapevolmente* uso (ovvio che quando visita un sito fa *indirettamente* uso di Apache etc… ma non giochiamo su queste sottigliezze please) NON ha soluzioni (valide) nell’ambito del FLOSS, nè è realistico aspettare che mai le avrà. E l’esempio del video editing “domestico” calza a pennello (quanto ai film di Hollywood, probabilmente useranno software sviluppato “ad hoc” sotto Linux appositamente per quel film o per quello specifico effetto speciale… quindi non ha senso parlarne se non sei la Fox o la Warner Bros).
    Rifacendomi anche agli esempi che elenchi tu: Amarok, Evolution, KeePass… tutti gli esempi di software GPL per l’utente medio che *effettivamente funzionano e anche bene* (io lo vorrei Amarok su Windows… aspetto in grazia che arrivi perchè NESSUN altro player multimediale sotto win è paragonabile secondo me) hanno in comune il fatto di essere relativamente semplici. E’ verosimile pensare che KeePass o utility spicciole simili, o un lettore multimediale come Amarok, una volta che hai le librerie di base (QT o GTK o chi per loro), possano essere sviluppati in un annetto da un solo programmatore o da un gruppo ristretto. Non è nemmeno immaginabile una cosa del genere per OpenOffice (che difatti è per la gran parte codice di SUN) o per un eventuale software open di editing video, o per un CAD, o per un software FEM, o per… .

  8. Marco Says:

    Non so su che piattaforma girano Ebay e Amazon, ma visto che ci siamo me lo puoi dire tu, visto che sai tutto.
    I grandi siti come google e ebay credo che usino database oracle (anche se google usa anche mysql), un database closed source di cui però le specifiche sono state rilasciate, quindi non è chiuso come lo sono access e SQL server (nome molto fantasioso, tra l’altro).
    Non credo me ne frega qualcosa se qualcuno dice che l’open source porterà alla morte delle software house. Perchè non è così! A me sembra che siano le aziende che in questo periodo puntano sull’open ad avere i bilanci migliori. Basti vedere la crescita di Red Hat e IBM negli ultimi anni. La Novell oltretutto ora sarebbe scomparsa se non fosse per SuSE Linux, mentre la Sun promuove fin dalla sua nascita l’open source.
    Software professionali di editing video open source esistono, e sono usati da sony, dreamwork e altre case (sto parlando del programma cinepaint). Se vuoi le prove puoi comprare il LinuxPro di maggio, oppure impari ad usare google. Ma io non lo farei perchè useresti MySql che è il male.

  9. closedclub Says:

    Ebay e Amazon giravano con cgi un tempo, però adesso non so, chiedevo riferimenti perchè sono curioso.

    >A me sembra che siano le aziende che in questo periodo
    >puntano sull’open ad avere i bilanci migliori.

    Di questo ne parleremo…

    PS: Google non gira su MySql o Oracle ! Ci mancherebbe.

  10. sveglia Says:

    http://lwn.net/Articles/132938/

    alla faccia del reverse engineering eh?

  11. closedclub Says:

    Per sveglia :

    Il 20 aprile, effettivamente Tridge diceva di aver fatto solo un hello! ai server.

    Ma il 22 dello stesso mese rilascia ePuller un tool compatibile con BitKeeper :

    http://developers.slashdot.org/article.pl?sid=05/04/22/1335244

    E poi, ma non sarà stato che l’importante era colpire Linus facendosi beccare ? Dopo che aveva imposto il tool contro il parere del gurù, è stato un bel colpo !


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