La storia dell’eretico

16 maggio, 2008

Se l’open è una religione con il suo guru ed i suoi seguaci, McVoy è l’eretico.

In Italia credo sia sconosciuto, non ho trovato niente nè su lui nè sulla sua famosa intervista e o sulla sua storia.

Ma andiamo con ordine.

McVoy è uno che l’ha visto nascere linux, nel 1993 già lavorava con Linus Torvalds, era bravo e pieno di idee.

Nel 1998 progetta un software per far collaborare i programmatori sparsi intorno al mondo senza sovrapporsi e tenendo traccia delle modifiche apportate. Di prodotti simili ce ne sono altri, ma il suo è il migliore.

Investe, spende, richia e rilascia il prodotto con normale licenza commerciale. Però regala anche una versione specifica per lo sviluppo di progetti open source gratuiti. Mette solo una condizione : chi usa la versione gratuita non deve lavorare per un prodotto concorrente, non vuole aiutare qualcuno a fargli le scarpe.

Nel 2002 la svolta, Linus Torvalds adotta BitKeeper per lo sviluppo di linux. Dice che usarlo raddoppia la sua produttività e conseguentemente anche i suoi collaboratori devono usarlo, è closed ma è troppo comodo : dimezza tempo ed errori.

E subito c’è a chi non sta bene. Richard Stallman, l’integralista del software libero, scrive a tutti e dice che no, non va usato, è uno strumento closed che mette dei limiti alla libertà del programmatore. Poco importa se è superiore tecnicamente, se è gratis, se fa risparmiare tempo e denaro, se lo apprezzano tutti, è oltraggioso il suo modo di imporre delle regole, è il male, non va utilizzato !

Questo è un passaggio fondamentale nella storia dell’open e free software. Si chiede di non usare un ottimo prodotto gratis perchè pone dei vincoli contrattuali e contemporaneamente si scarta a priori l’idea di comprarlo.

Nei fatti si vuole software gratis, corredato di codice sorgente e senza alcun vincolo, altrimenti non va bene.

Per fortuna vince il buon senso di Linus e si passa a BitKeeper.

Il 2004 è l’anno dei premi e degli utili, e la società di McVoy continua ad innovare. Il prodotto è ottimo l’azienda si consolida, si assumono programmatori ed i clienti paganti aumentano.

Poi, ad Aprile del 2005 salta fuori che uno degli sviluppatori del kernel di Linux, un tipo tanto bravo quanto allergico a qualunque regola, un vero hacker amico di Stallman, sta scrivendo un client alternativo per BitKeeper o almeno ci sta provando, o forse no, ma comunque sta cercando di decifrare i protocolli. Di sicuro ha cercato di entrare nel server messo a disposizione da McVoy senza autorizzazione.

Apriti cielo ! McVoy si arrabbia : ma come ? Io vi regalo il software, vi metto a disposizione il server gratis e voi mi spiate per copiarmi il programma?

Fine del giochino, anzi, sapete che vi dico, non solo ritiro la versione gratis, ma rifiuto anche di vendervelo !

Linus è fregato, bisogna abbandonare BitKeeper. Si arrabbia e se la prende con l’hacker. Volano parole grosse e lo accusa di aver giocato sporco, parla di ipocrisia come il peggiore dei mali umani in un bel post.

Stallman applaude al disastro e gli sviluppatori del kernel rimangono senza l’utilissimo, stabile e gratis software di McVoy.

La storia finisce nel peggiore dei modi, visto che non ci sono software Open Source che lavorano bene, Linus Torvalds è costretto a scriversene uno completamente nuovo e annuncia il progetto GIT.

R I F L E S S I O N I

La prima è l’assurdità della selezione dei software guidata da fattori che niente hanno a che vedere con qualità o produttività, il closed source è il male, i software devono essere liberi da vincoli e gratis e questo conta più di tutto. Questo tipo di approccio se applicato in azienda può creare gravi danni, e bene che si sappia prima di abbracciare la filosofia FLOSS.

La seconda è che alla fine hanno distrutto un mercato. Visto che gli serviva un software che facesse quelle cose, e visto che non volevano comprarlo, se lo sono dovuto scrivere. Ma non contenti lo hanno pubblicato gratuito ed Open Source !

BitKeeper è un prodotto piuttosto costoso, probabilmente, presto o tardi sarebbe nato un concorrente più economico, magari peggiore, sarebbe nato un mercato, delle alternative.

GIT ha chiaramente danneggiato questo micro segmento, il programma scritto fuori da logiche economiche (forse grazie ai fondi donati dalle multinazionali per Linux) è stato progettato per sostituire e quindi uccidere un software commerciale, di una piccola azienda indipendente. Non per abbattere un monopolio o lottare contro le multinazionali.

Curiosità

GIT in inglese significa spregevole. Linus ha detto che si riferiva a se stesso, ma io ho qualche dubbio..

Nel 2005 l’hacker che ha giocato a copiare BitKeeper ha vinto il premio come maggior contributore alla causa dalla Free Software Foundation, l’organizzazione di Stallman. Tra i meriti quello di aver fatto saltare l’accordo tra Linus e McVoy.

Nel prossimo post l’intervista dell’eretico, e come sempre qualche link per approfondire :

http://en.wikipedia.org/wiki/Bitmover#History

http://www.theregister.co.uk/2005/04/14/torvalds_attacks_tridgell/

http://www.computerworld.com.au/index.php/id;1852076002;fp;16;fpid;0

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37 Responses to “La storia dell’eretico”

  1. eeecp Says:

    Conoscevo questa storia, hanno fatto una pagliacciata.
    Comunque GIT è un buon software, l’ho usato ed è uno dei revisioning system piu veloci che abbia mai visto.
    BitKeeper non l’ho mai provato invece.
    D’altra parte chiunque è libero di fare un software e distribuirlo gratis, le aziende che sviluppano software lo sanno e se vogliono guadagnare devono sforzarsi di fare semrpe qualcsa di meglio.
    Non si puo parlare di concorrenza sleale insomma, è la dura legge del mercato.

  2. eeecp Says:

    closedclub, potresti mettere un feed RSS anche per i commenti, cosi non rischio di perdermi le risposte dei Linux Boy?
    Grazie.

  3. eeecp Says:

    Comunque ho guardato bitkeeper, è veramente ottimo. Sono stati dei matti a mollarlo.
    Ma adesso per colpa loro non è piu disponibile la versione shareware o la demo da provare per nessuno?

  4. Raffaele Says:

    Da puro relativista quale sono tendo a rispettare tutte le opinioni, ritenendole verità diverse. E un po’ ti dico che mi fa piacere questo tuo approccio, alcune delle tue argomentazioni; prendiamo ad esempio “fondi donati dalle multinazionali per Linux”. Non so quanti anni sono che i potentati informatici cercano di uccidere Linux e l’open in ogni modo, appioppando alla comunità etichette (anzi: “Tag”) quali: comunismo, antiamericanismo, roba da zecche, illusi fuori dal mondo, anticapitalisti, ‘linux è un cancro’, eccetera, eccetera. Ora vien fuori che i poteri forti appoggiano linux e l’open per ordire complotti giudaicomassonici contro il software commerciale (risorse donate dalle stesse multinazionali, tralaltro, che campano dalla vendita del suddetto software; in pratica voglio suicidarsi). Non è vero che il software open si sovrappone ai prodotti delle piccole case di software, anzi. Postgresql va a toccare Oracle/SqlServer, Linux –> Windows/OSx, Apache –> IIS/Microsoft, Jboss –> application server j2ee proprietari…

    – Secondo te perchè la Sun ha dato via open l’intera piattaforma java, una enormità di roba sviluppata e ottimizzata in molti anni costata miliardi?

    – Perchè l’IBM ha messo, e continua a mettere open tantissimi programmi di altissimo livello (a partire da eclipse anni fa)?

    – Hai idea di quanto la Apple debba all’open source? (Se non ci si limitasse a guardare gli straordinari effetti grafici / suite di programmi ben fatti, il 90%+ del sistema operativo osx è stato preso pari pari dal lavoro di migliaia di sviluppatori open).

    – Google sponsorizza l’open in tanti modi, diretti e indiretti, dall’assumere il fondatore di Python dandogli libertà di manovra fino a progettare i Summer of code, perchè si preoccupa tanto?

    Ma dando per assodato che le grandi multinazionali software traggono vantaggi (più o meno grandi) da soluzioni open, davvero le piccole realtà ci rimettono? Sicuro? Hai idea di quante startup hanno la possibilità di esistere GRAZIE all’open?
    Tempo fa avevo deciso di mettere su una startup, pieno di grandi aspettative. Ora, non è andata granchè: pensavo contassero solo i prodotti e sottostimavo il peso che la politica aveva in certi ambienti (tipo che vai alla regione a presentare qualcosa e loro ti chiedono “partito di riferimento? Quante tessere puoi portare al partito x?”). Vabbè, comunque la cosa importante è: hai idea di quanto sia improponibile, e non solo economicamente, partire da zero dovendo legarsi ad un fornitore closed?
    L’approccio open sta avendo successo non solo perchè più economico, ma perchè più scalabile e flessibile.
    Navision di Microsoft è un ottimo ERP (forse perchè non l’ha fatto lei). Non essendo prevenuto, ed essendoci un cliente Microsoft-based ho pensato di usarlo. Alla fine non hai idea delle infinite complicazioni: per avere l’onore di sviluppare su quel prodotto dovevi diventare nn so che tipo di partner, contattandone altri della zona, e poi il prodotto è granulare e ogni singolo pezzettino (e sono migliaia) sono pagati a parte secondo un algoritmo che manco Einstein saprebbe interpretare. Se una riga di codice va a toccare un sottooggettino, quello lo dovevi comperare in toto anche se era in-boundle, documentazione inesistente/incomprensibile, corsi a strapagamento pressochè obbligatori… e la prospettiva, dopo aver superato una infinità di ostacoli, di poter infine incassare una percentuale del costo fatturato al cliente. Tradotto, su una fattura da 20.000€, 15.000€ se li pappa, in un modo o nell’altro, Microsoft dal MIO lavoro… In cosa, spiegami, la startup è avvantaggiata da questo approccio. In cosa, il mero programmatore che vuole autonomizzarsi viene aiutato.

    ———————-

    Il caso McVoy me lo ricordo un po’ diverso onestamente. Il tipo non ha usato suite di penetration testing avanzate, non ha decompilato il server, ha semplicemente digitato ‘telnet ‘ e provato a inviare dei comandi, un atto certamente scellerato, nessuno dovrebbe farlo, cacchio.
    Riguardo a GIT: è un sistema di versionamento straordinario, che sta rivoluzionando il modo di gestire il codice, è innovativo, e servito tramite web (vedi github) è semplicemente rivoluzionario. Chi ne beneficia? Più o meno tutti i progetti possibili. Chi ci rimette? Sistemi di versionamento meno versatili e potenti. Il saldo è comunque attivo.
    Io, tornato il mero programmatore piccolo piccolo, facente parte di quella realtà umile che tu sembri voler difendere, son contento di avere la possibilità teorica di crescere in qualche modo, e questo grazie agli strumenti e alla possibilità che l’open mi fornisce.

  5. eeecp Says:

    – Secondo te perchè la Sun ha dato via open l’intera piattaforma java, una enormità di roba sviluppata e ottimizzata in molti anni costata miliardi?

    Perche C/C++/Java ormai appartengono al passato, .NET ha segnato la svolta e adesso Sun è costretta a correre ai ripari.
    Al momento pesando i pro e i contro delle due piattaforme si equivalgono, ma in ottica futura .NET è decisamente piu avanti.

    – Perchè l’IBM ha messo, e continua a mettere open tantissimi programmi di altissimo livello (a partire da eclipse anni fa)?

    Semplice: guarda nelle scuole, nei posti di lavoro, nei PC degli studenti: si vede solo Windows e Visual Studio. Generazioi di studenti sono cresciuti solo a pane e Microsoft. I prodotti IBM neanche sanno che esistono. Rendere libero Eclipse e l’unico modo per farlo diffondere, se fosse stato closed source e a pagamento non si sarebbe diffuso cosi tanto.
    E il tipico caso in cui un’azienda perde la sfida e allora rilascia il suo software liberamente e si limita a guadagnare sull’assistenza pur i non rimetterci del tutto. Se avessero avuto qualche chance di poterlo vendere e in qualche modo fare breccia nel mercato sicuramente ci avrebebro guadagnato molto di piu.
    Quanto pensi che ci guadagnino, quanti sono quelli che pagano per avere supporto a Eclipse? Io non ho mai visto nessuno farlo… in che modo ci guadagnano?

    – Hai idea di quanto la Apple debba all’open source?

    – Google sponsorizza l’open in tanti modi, diretti e indiretti, dall’assumere il fondatore di Python dandogli libertà di manovra fino a progettare i Summer of code, perchè si preoccupa tanto?

    La Microsoft ha assunto il creatore di ironPython e ha rilasciato il prodotto in questione con licenza BSD. Quini anche Microsoft guadagna con l’open source? Ma non doveva essere un nemico dell’open source?
    Il fatto è che questi esempi in se non sono rilevanti, non dicono nulla.

    Piuttosto, perche citate sempre le solite quattro aziende… a parte RedHat, Novell, Sun e qualcun altra, quante altre ce ne sono che riescono a sfruttare questo modello di sviluppo?
    Per ogni azienda che riesce ad avere succeso con l’open source se ne possono tirare fuori 100 che fanno il doppio del successo col modello commerciale.

    Se con la GPL si guadagna cosi tanto, perche non la usano anche le software house che producono videogame?
    Perche non rendono Open Cod4, UT3, Crysys, etc, se si guadagna cosi tanto?
    Anni di lavoro e milioni di investimenti, distribuiscono il gioco liberamente e poi su coa ci guadagnano? Sulla vendita dei codici e delle soluzioni? Ma dai…
    Lo stesso dicasi per tutti gli altri software di successo.
    Cosa dovrebbe guadagnarci Adobe a rendere open Photoshop? Certo, il giorno in cui fallira lo rendera open, e allora tutti a dire “avete visto che l’open conviene, lo usa anche la Adobe”… mah

    Riguardo la tua esperienza, se sfrutti il software GPL per i tuoi lavori, cosi ti rende piu facile lo startup come dici te, lo sai che dpo devi rilasciare con la GPL anche il tuo prgramma? Immagino di si… ma allora se il primo che te lo compra dopo è libero di passarlo a tutti gli altri senza pagare, lo mette su Emule e tutti lo scaricano legalmente, te cosa ci guadagni?

  6. eeecp Says:

    Non so quanti anni sono che i potentati informatici cercano di uccidere Linux e l’open in ogni modo, appioppando alla comunità etichette (anzi: “Tag” 😉 quali: comunismo, antiamericanismo, roba da zecche, illusi fuori dal mondo, anticapitalisti, ‘linux è un cancro’, eccetera, eccetera. Ora vien fuori che i poteri forti appoggiano linux e l’open per ordire complotti giudaicomassonici contro il software commerciale (risorse donate dalle stesse multinazionali, tralaltro, che campano dalla vendita del suddetto software; in pratica voglio suicidarsi).

    Non è vero che le multinazionali erano contro Linux. Solo Microsoft lo era. Le alte semplicemente li ignoravano. La Adobe epr anni non ha fatto flash per Linux non perche era contro Linux, ma perche Linux per lei non contava niente, non esisteva proprio.

    Invece grandi aziende coe IBM, Sun hanno sempre finanziato Linux.
    Lo sai che il 60% degli finanziamenti che Debian riceve derivano da Sun? Se cerchi in rete trovi anche i grafici ufficiali.
    Lo ha fatto fin dall’inizio, anzi se non era per i finanziamenti di Sun Debian non sarebbe neanche diventata la buona distro che è oggi. Per ringraziarli Ian Murdok è andato addirittura a lavorare da loro su OpenSolaris.
    Secondo te perche Sun finanzia quello che è un concorrente di Solaris, senza guadagnarci nulla? E o non è un controsenso assurdo?
    Se lo fa è per il motivo detto sopra e negli altri post.

  7. Raffaele Says:

    “…quante altre ce ne sono che riescono a sfruttare questo modello di sviluppo?”
    “Per ogni azienda che riesce ad avere succeso con l’open source se ne possono tirare fuori 100 che fanno il doppio del successo col modello commerciale.”
    Guarda, se il tema del blog, se la tesi che intende portare avanti fosse “il modello closed è superiore a quello open” relativamente al software, il tuo post sarebbe ineccepibile (un +1 per il closed), al che io o altri risponderemmo.
    Il punto è che la tesi che ‘closedclub’ vuol portare avanti è che l’open non è peggio del closed, ma che è ‘male’, semplicemente. Rileggiti i post. L’approccio foss porta i programmatori a ‘fare la fame’, l’open ‘uccide’ i software commerciali, l’open ‘distrugge mercati’, porta la creatività a ‘non contare niente’, ‘blocca l’innovazione’, il software che ne deriva è ‘scadente’ non ‘si adatta alla realtà’. Insomma, la vecchia storia del ‘cancro’ di cui discetteva Ballmer.
    Il fatto è che seguendo logicamente questo approccio, non può che esistere una soluzione: bandire l’open, bloccarlo, metterlo fuori legge (almeno in alcuni scenari). Ti sembra una esagerazione? E’ solo una conseguenza logica e coerente: ogni cosa che uccide il mercato va fermata, è il motivo per cui vengono sanzionati/ostacolati i monopoli, e non solo quando raggiunti col dolo, ma per il semplice motivo che danneggiano intrinsecamente il mercato.
    Quindi, se davvero l’open fosse un ostacolo alla competizione, al mercato, esso andrebbe normativamente ghettizzato (ci hanno provato eh).
    Uscendo dall’open=cancro viva la sana dialettica.

    “.NET ha segnato la svolta e adesso Sun è costretta a correre ai ripari.” (quindi Sun mette open la piattaforma java)
    Non è esattissimo, la Sun non è che abbia fatto chissà quanti soldi dal framework (sempre stato gratuito), in un certo senso prima usava un approccio freeware (tutto gratis ma blindato). Il passaggio verso l’open assoluto è stato lineare e quasi obbligato, ma non dalla prospettiva di chissà quali fallimenti immediati, ma perchè la vita di java stava prendendo quella direzione, spontaneamente. Basta guardare i progetti del progetto jakarta.apache, e molti altri, per notare che tutti gli standard usati nella piattaforma hanno origine dalla comunità, non dalla Sun, dall’application server, al framework mvc utilizzato, allo strato orm per interrogare i dati… La Sun praticamente si è via via limitata a perfezionare la virtual machine, il core e stop. Oltretutto (punto fondamentale), la Sun si è trovata a rincorrere la comunità, nel senso che non si poteva certo permettere di apportare modifiche che avrebbero reso incompatibili progetti come Hibernate/Jboss. La messa open di tutto era nell’aria da tempo, i più accorti quasi trovavano inspiegabile il ‘ritardo’ (aho, siamo noi della comunità a sviluppare ogni singolo pezzettino usato nel mondo, quindi perchè nn ci dai la possibilità di mettere le mani anche nel core della jvm?). Non è la disperazione ad averli fatti ‘cedere’ insomma, ma la convenienza (o la non convenienza nel curare la jvm in-house).

    “guarda nelle scuole, nei posti di lavoro, nei PC degli studenti: si vede solo Windows e Visual Studio. Generazioi di studenti sono cresciuti solo a pane e Microsoft.”
    Ok, e questo ti sembra positivo? Dicevi che l’open in alcuni ambiti può andar bene (ti fa onore, nn sei un integralista), mi concedi che la scuola è uno di quegli ambiti. Con le risorse che abbiamo (io a scuola avevo os2, nn c’erano i soldi per comperare le licenze per un so nuovo, e anche se ci fossero state, per cambiare tutti i pc per poter installare il nuovo os) ha senso spendere soldi per acquistare licenze/computer con certe specifiche?

    “a parte RedHat, Novell, Sun e qualcun altra, quante altre ce ne sono che riescono a sfruttare questo modello di sviluppo?”
    Tanti, citavo Compiere ERP e il framework RoR, oppure Jboss che è stata in grado di convertire un significato numero di download in clienti paganti. Occorre considerare il punto anche sotto altri aspetti, non solo ‘quanti riescono a creare prodotti open facendoci i soldi’ ma anche ‘quanti sono riusciti a far qualcosa GRAZIE a software open’. Mi spiego: io non mi posso permettere di metter su una piccolissima società se il costo della minuscola infrastruttura (magari un server e tre pc, per cominciare) mi viene a costare 10.000€ solo di licenze al primo giorno (un windows server con servizio di posta/web/database costa parecchio anche da solo). Hai idea delle piccolissime attività, poi magari esplose, che son nate grazie all’open? Si fa un gran parlare dei due amichetti che han passato del tempo in un garage con 2 pc scassati e han cominciato a creare l’algoritmo di Google. Scommettiamo che quei due pc non avevano windows me come so? Scommettiamo che quei due culacchioni hanno studiato il codice sorgente di altri (più scarsi) servizi di indicizzazione, e hanno lavorato senza avere ostacoli all’evoluzione che li avrebbe resi ricchi? Un pc scassato un installata una debian è il tutto e per tutto un sistema completo con tutti gli strumenti possibili e immaginabili per far qualsiasi cosa, da progettare sistemi operativi a fare la next-big-thing, solo la potenza di calcolo è un limite.
    Riassumendo: tanti soggetti riescono a mettere a frutto il modello open per i propri programmi (se non sono una infinità è solo perchè ci vuole qualche capacità/flessibilità in +). Sono una esagerazione i soggetti che USUFRUISCONO dell’open source, Amazon/Google/Ebay non sono che pochi nomi famosi; tutto il mondo Apache/Php/Mysql, da solo, hai idea di quanto ammonti?
    E poi, e concludo, sull’open come utile all’intero ecosistema (programmatori/aziende). Mai provato a comparare una soluzione Apache/php/mysql con una iis/asp(aspnet)/sqlserver(access) sul fronte dell’hosting? Hai idea dell’infinità di programmatori che hanno cominciato (per semplicità/economicità) a sviluppare LAMP perchè soluzione più economica/flessibile/… per poi sfondare indovinando il servizio giusto (twitter ad esempio)?
    Credi che tutto il mondo dei blog, di internet come lo conosciamo, sarebbe stato possibile se ogni grafico, ogni rigo di codice, ogni pezzettino di base dati, ogni cosa fosse stata closed? Tecnicamente sì, di fatto NO.

  8. eeecp Says:

    Il punto è che la tesi che ‘closedclub’ vuol portare avanti è che l’open non è peggio del closed, ma che è ‘male’, semplicemente.

    L’Open source non è il male, se inteso in modo classico, come lo proponeva la vecchia e buona licenza BSD, prima che arrivasse Stallman con i suoi estremismi e il suo concetto di Free Software, che sono una cosa ben diversa.
    Hai mai sentito i suoi proclami? Frasi come queste ad esempio sono fuorvianti: “Tutti DEVONO usare software libero”, “Il software DEVE essere distribuito liberamente”, “Il software commerciale è il male, non deve essere mai usato”.
    Il modello Open va bene per sviluppare alcuni tipi di software, non c’è dubbio, ma è solo una tra le tante opzioni, non deve essere imposto e dipinto come l’unico metodo moralmente accettabile per distribuire il software.
    Perche se non te ne sei accorto, è questo quello che è diventato il movimento FOSS oggi, cioè una cosa del tutto aberrante.

  9. Raffaele Says:

    Hai mai sentito i suoi proclami? “Tutti DEVONO usare software libero”, “Il software DEVE essere distribuito liberamente”, “Il software commerciale è il male, non deve essere mai usato”.

    In realtà dietro c’è una visione che può apparire utopistica, ma tutt’altro che aberrante. Sarebbe come definire aberranti le teorizzazioni socialiste dicendo che sono alla base dei gulag, o quelle religiose paventando roghi di eretici. Premetto che non sono in odore di comunismo, o estremismo in genere, ma resta comunque il fatto che siamo così abituati alle regole del mercato dal vedere il capitalismo diversamente da quello che è, ovvero uno _strumento_ pragmatico, realista, probabilmente il più sostenibile che esista per come è fatto l’uomo, parafrasando Churchill “il sistema peggiore che esista. Dopo tutti gli altri”. Un sistema sostenibile deve valorizzare l’individualismo umano, considerare la solidarietà come una utile aggiunta, ma una eccezione; considerare, realisticamente, la prospettiva del proprio, individuale tenore di vita come il vero motore dell’uomo, e poi, con dei correttivi, fare in modo che se ne avvantaggi anche qualcun altro.
    Detto ciò, che considero il capitalismo come il sistema migliore (più precisamente il meno peggio), non posso però dimenticare che il fine di qualunque strumento è la crescita per l’intero ‘ecosistema’ umano, è uno strumento, non il fine, insomma.
    La scoperta di un algoritmo di indicizzazione delle stringhe 10 volte superiore allo stato dell’arte è una milestone (matematica) dell’intero genere umano, non del tizio che l’ha scoperta. E’ giusto che il tizio ci faccia un fracco di soldi per aver portato l’umanità un pezzettino avanti, ed è giusto che chi fa ricerca abbia la consapevolezza di arricchirsi se trova qualcos’altro. Questo perchè l’individualismo va valorizzato, perchè se si punta sul collettivismo marxista (ma anche quello cristiano), sulla spinta ad aiutare il mondo come dovere, come talenti che ognuno ha il dovere di usare e non sotterrare, si perde, l’uomo, in genere, se ne sbatte.
    Ma quel pezzettino di conoscenza appartiene a tutti.
    (E io che ho passato settimane a scrivere quella canzone … io che ho investito un mese per quel sito … un anno per quel libro …)
    Mettiamola così: facciamo che chi crea qualcosa paghi il copyright a TUTTI coloro che gli hanno permesso di arrivare a quella creazione; viviamo tutti sulle spalle dei giganti, dovessi dare un centesimo a tutti quelli che si sono sbattuti per essere quello che sono, come cultura, pensiero, gusti musicali o, più prosaicamente, possibilità informatiche, beh, rimarrebbe poco.
    Stallman è gli altri ‘pazzi’ su questo puntano il dito. Nel fiume di conoscenze cui ci abbeveriamo, c’è la possibilità di poterci aggiungere una goccia, nell’arco di una intera vita. Può essere una canzoncina, un racconto, un software. Cosa vuol dire esattamente “questa goccia è mia”? Dietro alla tua goccia-libro o goccia-canzone c’è una storia millenaria, quella goccia non sarebbe mai stata concepita senza l’aiuto di miliardi di persone che hanno calcato la terra in migliaia di anni, versando ognuno qualcosa in questo fiume, chi tanto chi poco. Quindi, perchè sentirsi defraudati dando qualcosina di tuo a tutti quanti,
    all’erede del partigiano caduto per combattere un regime totalitario,
    al bisnipote di chi ha scoperto il rimedio di quella malattia che ti avrebbe afflitto,
    al bis-bis-bis di beccaria,
    e migliaia, milioni di altri senza i quali tu ed io non saremmo niente. TUTTO ciò siamo, pensiamo, sappiamo, creiamo, è derivanza del lavoro di altri.

    Ripeto, occorre essere pragmatici, se l’uomo pensa di poter guadagnare un milione di euro dalla tua ‘goccia’, egli si impegna dal mattino alla sera, anche nei sogni penserà al modo di arrivare allo scopo, è naturale.
    Se allo stesso uomo dicessi: trova un nuovo algoritmo, inventa un nuovo genere musicale, e migliorerai il modo di un pezzettino, aiuterai il prossimo in qualcosa, egli non farà un beneamato cazzo.
    Si chiama natura umana, non va demonizzata né schernita, ma usata, sfruttata al meglio, assecondata.
    Però una cosa: se ogni tanto vi capita di sentire qualche pazzo che si mette a parlare di talenti, di dare come si è ricevuto, di combattere l’egoismo insito nel senso del possesso esclusivo delle cose create, del distribuire liberamente una tua goccia, quando hai bevuto kilolitri di gocce altrui… beh, non inchiodatelo sulla croce, non infierite più di tanto, limitatevi ad ignorarlo, le sue intenzioni non sono bellicose.

  10. eeecp Says:

    La scoperta di un algoritmo di indicizzazione delle stringhe 10 volte superiore allo stato dell’arte è una milestone (matematica) dell’intero genere umano, non del tizio che l’ha scoperta.

    Non sono assolutamente d’accordo. Se uno si sbatte per creare/scoprire una cosa è libero di tenersela per se, sfruttarla, farci soldi e poi portarsi il segreto nella tomba.
    Se anche gli altri vogliono usare lo stesso algoritmo, che tirino fuori i soldi o che si sbattano altrettanto per farne uno equivalente, se ci riescono.
    La meritocrazia fa andare avanti i migliori, fa progredire il sistema, e dopo gli altri si attaccano.
    E poi non capisco perche questa ideologia si applica solo al software, mentre per l’hardware i servizi no: la invece va bene. Mah, forse perche il software è l’unica cosa che una volta fatta si puo riprodurre infinite volte a costo zero, e i neo talebani del Free Software in realtà cercano solo un’alternativa legalizata alla pirateria?

    Mettiamola così: facciamo che chi crea qualcosa paghi il copyright a TUTTI coloro che gli hanno permesso di arrivare a quella creazione; viviamo tutti sulle spalle dei giganti, dovessi dare un centesimo a tutti quelli che si sono sbattuti per essere quello che sono, come cultura, pensiero, gusti musicali o, più prosaicamente, possibilità informatiche, beh, rimarrebbe poco.

    Ma guarda che è già cosi, da che mondo e mondo per qualiasi cosa che mi serve devo pagare, e pure caro. Non vedo eprche invece il software lo devo regalare.

  11. closedclub Says:

    Flash

    Per eeecp : Bitkeeper adesso è solo a pagamento e grazie per il suggerimento degli rss. Ho messo il generale ma purtroppo non posso modifcare il tema per metterlo dei singoli post.

    Per Raffaele : quando dici contemporaneamente che il singolo fa del bene donando creatività e che alcune multinazionali ci stanno facendo i soldi, non ti viene un sospetto ??

  12. Raffaele Tesi Says:

    Intendo dire che sarebbe straordinario trovare un modo che coniughi libertà di accesso alla creazione e giusta remunerazione per il ricercatore stesso.
    Spesso non è possibile, è utopia pura, rischia di distruggere la ricerca stessa e quindi l’innovazione, ma è giusto trovare e valorizzare tutti quei campi in cui ciò è possibile. Faccio un esempio di utopia: la medicina.
    Ci son tanti idealisti che dicono: se una casa farmaceutica trova il rimedio per una determinata malattia, il principio attivo andrebbe reso pubblico, per aiutare quanta piu’ gente possibile; ad esempio alcune cure per l’hiv, troppo costose per i paesi del terzo mondo. Ecco, questo sarebbe un danno enorme: una casa farmaceutica affronta spese ingenti, e L’UNICO modo per rifarsi dei costi e per ottenere il meritato guadagno è vendere la ‘pillola’ ad un costo che appare elevato solo a chi non ci capisce niente. Se la casa sente parlare di espropri nel caso di cure per malattie importanti essa smette di ricercare in quella direzione e si butta a pesce su cellulite e creme rassodanti. Lo stesso dicasi per l’hardware, per un materiale sintetico, eccetera.
    ——
    Esistono campi in cui è possibile coniugare apertura e guadagno (almeno in alcuni casi). Software, libri e musica sono tre esempi.

    Libri: Paulo Coelho, autore di straordinario successo ha notato una cosa: LA PIRATERIA AUMENTA LE VENDITE. In Russia era letto pochissimo, solo un migliaio di copie. Dopo che i suoi libri sono finiti nel file sharing, miracolo: DIECI MILIONI DI COPIE _VENDUTE_. VENDUTE=acquistate, un sacco di soldi, non di emozioni. Vista la buona parata ora il tale ha deciso di mettere tutto sul file sharing, libero e gratuito. Per esperienza so che l’open è una possibilità straordinaria soprattutto per un esordiente, solo apparentemente svantaggioso, in realtà l’importante è farsi conoscere, i soldi poi arrivano.

    Musica: internet e le nuove tecnologie hanno aperto nuove possibilità. L’autore dilettante scrive un pezzo e poi? Sicuri che i canali tradizionali siano quelli migliori? Il nuovo approccio, quello alla Myspace, quello di puntare tutto sul farsi conoscere, sul fare ascoltare i propri brani liberamente, il piu’ possibile, interamente e gratis, per poi fare i soldi con i primi concerti autorganizzati / cd masterizzati in loco, e poi… non è un approccio perdente.
    Io personalmente seguo dei gruppi in questo modo, ho amici che fanno altrettanto, il passaparola fa il resto. Conosco musicisti dilettanti che sono convinti che questo sia il modo migliore, che sia giusto che le radio paghino fino all’ultimo cent, così come le pubblicità eccetera, ma che per il resto i soldi si facciano sui concerti piu’ che con i cd e che legarsi ad una etichetta, che punire il tale che scarica una tua canzone sia una stronzata controproducente. Che il libero scarico aumenti le vendite.

    Software: come da post precedenti credo che anche nel software ci siano spazi per modelli di business basati o favoriti dall’open. E’ un sistema straordinario di diffusione/fideizzazione e solo uno sprovveduto può non trarre soldi da una solida base installata, da un prodotto conosciuto. Non dico che va bene in ogni occasione, ma che è uno degli strumenti possibili, tutto qua. Si parlava di Stallman, lui ha creato e dato via una infinità di cose aggratis, ma credete che non abbia guadagnato nulla da ciò?

    Al di là di considerazioni idealistiche, l’open è un solido modello economico per far soldi. In alcuni casi è il migliore, in altri è da scartare, in altri è una possibile alternativa.
    Tutto qui, non è il babau.

  13. Di_ME Says:

    Perche’ non citiamo Bill Gates che compra per un tozzo di pane 86-DOS da un povero morto di fame e ci fa una fortuna vendendolo con il nome di MS-DOS mentre il poveretto in questione e’ morto accoltellato da un motococlista ormai tanti e tanti anni fa e nessuno sa chi veramente abbia mai scritto il DOS.

    Perche’ non parliamo di WordStar un ottimo foglio di scrittura in voga negli anni 80, molto migliore di MS-Word e non menzioniamo in quale spregevole e anticoncorrenziale modo Microsoft abbia fatto fallire la societa’ che lo sviluppava e lo vendeva…

    Perche’ non parliamo di Netscape il primo vero browser e come Miocrosoft pur di far fallire la societa’ che lo produceva e lo commercializzava ha investito per sviluppare e regalare IE con la seconda versione di Windows 95, che tra l’altro IE distribuito con Windows95osr2 era davvero un cesso se confrontato con Netscape navigato…

    E di storielle del genere ce ne sono a non finire.

    Questo blog e’ ridicolo, si sta a cercare di demonizzare, ridicolmente, l’opensource a difesa di un mondo closed o piu’ precisamente un’azienda: Microsoft che ha commesso azioni decisamente piu’ lesive per il mondo informatico e dell’innovazione in generale che chiunque altro individuo su questo pianeta.

  14. eeecp Says:

    In ambito lavorativo pagare 50 e 50 per licenze e assistenza e pagare 100 (anche 120 o 150) per solo assistenza, non fa grosse differenze e i vari clienti aziendali valutano le offerte in base ad appalti e quant’altro.
    Quando si valuta la qualità, le garanzie, la produttività, il supporto, quelli che forniscono free software risultano spesso i meno competitivi.
    Di tutte le aziende che ho visto di linux neanche vogliono sentir parlare, e i conti li hanno fatti eh.

  15. Di_ME Says:

    Si peccato che la realta’ sia che con l’open paghi 0 per licenza e 100 .. 150 come dici tu di assistenza… mentre con il closed paghi 50 di licenza e sempre 100 o 150 di assistenza… a voltre potrei dire anche +50 di hardware maggiorato. dove lavoro io in emilia non facciamo differenza tra la mano d’opera Linux o Windows, non ne vedo il motivo, chi lo fa forse se ne approfitta, ma spesso Windows fa smadonnare quanto o peggio di Linux. Inoltre come rivenditore guadangare 8 euro dalla vendita della licenza non mi cambia proprio la vita.

    Di aziende che stanno usando server Linux ne ho parecchie e sinceramente chi glielo faceva con Windows gli propinava hardware decisamente esagerati oltre al costo della licenza… o e’ giustificabile che un’azienda pro microsoft pretenda un server HP dual xeon con 4 giga di ram e raid SCSI e windows 2003 per tenere su un solo unico sito in html statico di 5 pagine?

    Preventivo attorno agli 8000 euro… closed conveniente? hahahah

  16. Maurizio Lombardi Says:

    >La seconda è che alla fine hanno distrutto un mercato. >Visto che gli serviva un software che
    >facesse quelle cose, e visto che
    >non volevano comprarlo, se lo sono
    >dovuto scrivere. Ma non contenti
    >lo hanno pubblicato gratuito ed Open Source !

    Avevano il diritto di farlo, non ci vedo nulla di male.
    Vuoi proibire alla gente di scrivere software open source? Vuoi costringere la gente a pagare per avere il software?

    Non capisco poi perché dovrebbero preoccuparsi di rovinare il mercato ad un’altra azienda.
    Quest’ultima dovrebbe reagire ai mutamenti del mercato stesso e se non lo fa è destinata a morire.

  17. Di_ME Says:

    Si infatti quoto, e’ come se si volesse vietare a una persona di inbiancarsi casa da sola perche’ toglie lavoro agli inbianchini o di vietare a una persona di lavarsi la macchina perche’ toglie lavoro agli auto-lavaggi. Uno e’ libero di fare quello che gli pare, compreso programmare per la sola passione di farlo. Se poi i programmi opensource vanno in concorrenza con quelli closed forse vuol dire che il mondo closed ha seri problemi qualitativi tali per cui lentamente si inizi pian piano a preferire le cose open oppure, qualita’ a parte, perche’ il modello ha dei vantaggi e quest’ultimo caso allora si prospetta una lente evoluzione e cambiamento del settore, probabilmente a sfavore del closed. Ma opporsi a questo cambiamento e’ stupido tanto quanto, in passato, lo sono stato le proteste contro l’automazione delle fabbriche perche’ i robot toglievano il lavoro alle persone. Pero’ oggi nessuno vorrebbe abolirti per andare a lavorare facendo lavori cosi’ pesanti e ripetitivi…

  18. Di_ME Says:

    Infatti se e’ vero che ancora molte persone ed aziende oggi non accettano Linux e’ perche’ in parte non sanno che esistono alternative, poi molti degli addetti ai lavori sono ignoranti o hanno pregiudizi e non lo propongono nemmeno. Ma e’ anche vero che c’e’ chi lo fa e lavora alla grande come la mia ditta e tanti clienti e aziende che sono felici dei risultati. Il comune di carpi (mo) e’ passato all’open, dichiarando a fine anno un risparmio di 24.000 euro sulla manutenzione e sulle licenze, soldi che sono stati investiti nelle scuole locali comprando attrezzature e altre cose migliorando una situazione locale, non di certo buttati nelle luride tasche di ballmer… e negare che questa cosa sia positivi e’ da ipocriti.

  19. eeecp Says:

    Macche non conoscono le alternative, noi è da anni che seguiamo Linux e non è mai stato in grado di sostituirci Windows Server in modo decente.
    Intanto che Linux è sicuro è una balla, Linux come tutti gli altri OS ha i suoi bug eccome, epr cui non è quello che fa la differenza, basta guarddare questi che sono gravissimi:
    Scoperta vulnerabilità locale in Linux 2.6
    Una patch mette in ginocchio Debian

    Windows Server è perfetto per l’uso aziendale, se si hanno dei sistemisti bravi è un ottimo OS.
    Le ACL di Windows sono molto piu versatili e pratiche delle DAC di Linux, Windows è un micorkernel per cui se un driver va in crash il sistema pui ripristinarlo mentre se su linux un modulo va in crash ti ferma tutto il kernel.
    Linux è l’unico OS a far girare X coi previlegi di root.
    I sorgenti di Linux sono pieni di GOTO, ce ne sono piu di 50000, segno che è stato scritto da novelli.
    Lo stesso Linus Torvalds quando parla si fa ridere dietro da mezzo mondo, con le sue sparate da ignorante:
    Go learn C++ n00b
    Sono talmente disorganizzati che non riescono nemmeno ad avere un ABI stabile.
    Potrei andare avanti ore a elencare tutti i difetti che abbiamo riscontrato su Linux dopo anni di studi.

    La verita è un’altra: ci sono distribuzioin tenute insieme con lo sputo che sembrano sicure solo eprche nessuno prende di mira Linux, mentre con Windows appena esce mezzo bug ci sono migliaia di virus writer che ci danno dentro.
    Ai sistemisti ignoranti e buoni a nulla che non sanno nemmen usare Windows e che non gli pare neanche vero di poter installare Linux e lasciarlo la senza doversi sbattere, perche tanto nessuno lo caga, ed è solo epr questo che è sicuro. Aspetta che si diffonda un altro po e poi vedi come i server Linux crolalno giu.
    E non dire cassate come Linux è invulnerabile ai virus, che le sue falle le ha avute eccome inpasssato, avrebebro potuto creare tant di quei visrus se avessero voluto. se non l’hano fatto è solo eprche nessuno cagava Linux.

  20. Di_ME Says:

    Non riuscite a sostiure windows 2003 e’ perche’ non siete capaci di usare Linux, ne di scegliere la distro giusta per farlo… con contribs.org puoi tranquillamente aver eun PDC con roaming dei profili, in ogni modo non e’ stato detto che bisogni buttare via windows, ma dico che in tanti casi puoi fare tutto con Linux.

    Linux non e’ perfetto, ha i suoi bug, ma sta messo meglio di Windows… Se surfo il web, in totale liberta’ clikkando quallo che mi pare con Windows non porto a casa la pelle, con Linux si, senza problemi. La vulnerabilita’ da te menzionata affligge solo debian e ubuntu, non tutti i Linux e indicativamente sara’ risolta entro la fine della settimana.

    ridicola e’ la tua accusa di uso dei goto, non puoi vedere i sorgenti di Windows quindi non puoi affermare che anche dentro Windows non vengano usati di brutto.

    ridicola e’ la questione del microkernel… se ti si schianta il driver di acesso al controller raid o all’AGP, o della scheda grafica te il tuo bel windows col microkernel, ancora su che gira lo resetti lo stesso perche’ tanto la macchina e’ bella che bloccata 😀

    Io Windows lo uso da quando era il 3.1 con msdos 6.20 sotto. E di macchine windows ne installo quante con Linux e la differenza qualitativa di stabilita’ e prestazioni tra i 2 la vedo ogni giorno, windows e’ un giocattolo totalmente inaffidabile tant’e’ che per esempio ho visto macchine a controllo numerico da 300.000 e passa euro dove sisi c’era Windows XP nel pannello dove l’operatore clikkettava i suoi file dalla rete per avviare le lavorazioni ma dietro nel vano del PLC c’era anche un’altro bel PC embedded che controllava tutti i sermo motori con Linux embedded, nelle macchine piu’ vecchie DOS, ma mai Windows… Questo a dimostrazione che Linux e’ piu’ affidabile.

    Invulnerabile dai virus o no, io in 12 anni che lavoro di macchina Linux/UNIX infettata da qualcosa devo ancora vederla, 1 forata si, ma per colpa di un software terzo esposto al web, closed tra l’altro… Ma finche’ non vedo un PC Linux con popup porno, cose che si aprono da sole, sparaspam, trojan e tutte quelle cazzate li… infettato solo perche’ l’utente a clikkato il link sbagliato o aperto uno zip scaricato da un sito poco affidabile perme’ Linux e’ innume… Sai la teoria e la pratica sono 2 cose molto diverse 😀 in teoria non e’ impossibile, la pratica invece dimostra che non lo e’… anche perche’ la diversificazione delle varie distre rende difficile copire su larga scala, anche se Linux fosse molto piu’ diffuso…

    Quindi smettila di dire minkiate, che il 90% della mano d’opera spesa per manutenzione dei tuoi sicurissimi sistemi Windows si passa rimuovendo Virus, sbloccando macchine che il cliente ha inputtanito installando di ogni cosa, salvado dati da PC KO e riformattando…

  21. Raffaele Tesi Says:

    @eeecp
    Ehm, faccio timidamente presente che gli hacker prendono di mira server/servizi/… più che computer del vicino, e che nell’infrastruttura che fa girare tutta la baracca Windows ha da sempre avuto una presenza… come dire… marginale ecco. Ultimamente va meglio sul fronte web server, ma comunque ti sfido a trovarmi un winserver con un uptime di tot anni, senza riavvii. (e un qualunque windows attivo, anche per sbaglio, sugli snodi della rete).
    E’ quindi falso che linux ha meno problemi perchè meno gente lo usa, al massimo può valere per i desktop ma anche su questo fronte, a pensarci bene, non è così.
    ———
    Vedi, eeecp, ci son tanti che avevano e hanno nelle loro infrastrutture Windows NT server. Un bel giorno arriva Microsoft e dice: non è più supportato, ricomperare tutto quanto please. Se trovate dei problemi cazzi vostra.
    E’ solo un esempio, caro mio, ma il problema è essendo closed, se la casa non sviluppa le patch, nessuno le può sviluppare. Linux non ha questi problemi.
    E chi lo ha detto che se passano 5/6 anni io devo cambiare tutto quanto se a me funzia tutto? Per quale cazzo di motivo? Perchè i tempi si evolvono? Qual’è il problema tecnico del rilasciare patch per un sistema più vecchiotto? Chiaro qual’è il problema: perchè costa, perchè non conviene, perchè bisogna spremere il potenziale cliente, tutto qua, non perchè è insicuro…
    Ma scherziamo.
    L’altro aspetto è che le patch per MS vanno sviluppate internamente, secondo una coda di priorità, è normale che un problema venga risolto dopo mesi.
    Su linux no.
    Eccetera.

  22. Di_ME Says:

    haha ora rispondera’ presentando quel sito dove si menzione quel famoso PC windows 2000 accesso da 8/9/12 anni… ovviamente server interno mai esposto a internet, ma lui non lo terra’ presente. in fondo e’ un windows fanboy, non importa mostrare le prove che forse windows non e’ il massimo e ha problemi… non importa dimostrare che Linux non e’ tutto male e ha cose decenti e fatte meglio che Windows… lui e’ un fanboy proteggera’ sempre Microsoft, probabilmente e’ stipendiato dalla stessa…

  23. closedclub Says:

    Per Di_ME :

    Un paragone serio tra linux a windows non ha senso e non mi interessa minimamente.

    Ma possiamo paragonare linux a prodotti UNIX-LIKE closed come AIX e temo che linux lato server ne esca con le ossa rotte.

  24. Di_ME Says:

    Guarda binbetto bello mio caro si AIX e’ uno UNIX Closed morente a favore di Linux per decisione della stessa azienda (IBM) che lo ha creato…

  25. Di_ME Says:

    devo piazzare qui il link al video youtube con la pubblicita’ di Linux fatta da IBM negli usa o ti fidi?

  26. closedclub Says:

    AIX subisce il dumping di linux. Il fatto che IBM li supporti e li venda entrambi non ha molta importanza.

    Ha invece importanza che la qualità di AIX lato server sono superiori a quelle di linux. Almeno a quanto ne so io.

    Questo è un articolo un po’ vecchiotto, ma non è cambiato molto : http://www.linux.com/feature/37575

    Che poi a IBM stessa faccia un gran comodo abbandonare AIX e distribuire un linux farcito di tante aggiunte (a pagamento ?) è un altro discorso.

  27. allafacciavostra Says:

    IBM mantiene in vita ancora AIX semplicemente perche’ non puo’ mollare perterra all’improvviso tutte le aziende che hanno server con AIX. Per continuita’ operativa degli stessi clienti AIX sara’ supportato ancora per anni.

    Cio’ non toglie che IBM ha abbracciato Linux, che abbia aperto brevetti e parti di codice di AIX permettendo a Linux di eguagliare le caratteristiche AIX e gli hardware dei mainframe IBM. IBM ha finanziato e finanzia costantemente lo sviluppo di Linux per milioni e milioni di dollari ogni anno, e i programmatori che si sukkiano tutti sti soldi per scrive codice cio’ che IBM vuole sono tutt’altro che sfruttati! Anzi mi sa che stanno meglio di me e di te!. IBM facendo in questo modo risparmia sullo sviluppo del SO che closed fatto tutto a porte chiuse costerebbe molto di piu’. Gli sviluppatori pagati da IBM stanno decisamente bene e non si lamentano e il resto della comunita’ Linux, anche se non direttamente coinvolta in questo processo puo’ godere cmq dei frutti di tutti questi investimenti…

    Stessa cosa sta facendo la SiloconGraphics (SGI)

    Esempio cretino: il supporto nativo di Linux al filesystem JFS che assieme a XFS di SGI IRIX sono tra i filesystem piu’ performanti mai visti… sopratto XFS.

    E quando dico performanti dico che vanno a scheggia…

    Conta che EXT3 e’ praticamente tra i piu’ lenti FS di Linux (anche se e’ il piu’ ridondante). Windows XP con installato ext2ifs risulta piu’ veloce a lavorare su ext3 che non su NTFS. Basta eseguire vari backmark per accorgersene. Anche i vari programmi della pinnacle rilevavano che l’unita’ associata al filesystem ext3 (sullo stesso harddisk) era piu’ veloce di quella NTFS.

    Bene ext3 confrontato a XFS e’ una lumaca. E tu parli di qualita’ dei sistemi closed come Windows. Se microsoft fosse una ditta seria, ma cosa vuoi, lasciare windows con un filesystem lento e lumacoso aiuta a far vendere harddisk piu’ veloci… tutto per far girare il mercato dell’hardware a solo guadagno dell’industria a totale discapito dell’utente finale.

    Peccato che Microft non capisce che e’ l’utente finale che gli da’ da mangiare, e bistrattarlo troppo non e’ un bene.. col tempo e con le alternative sempre piu’ valide e competitive non potra’ che perdere mercato.

  28. Di_ME Says:

    quoto, poi quell’articolo risale al 2004… da allora il riversamento di tecnologie ibm in Linux e’ stato notevole. Tutti i super computer piu’ potenti sono basati su Linux e il motivo e’ ovvio

  29. Maurizio Lombardi Says:

    >I sorgenti di Linux sono pieni
    >di GOTO, ce ne sono piu di 50000,
    >segno che è stato scritto da novelli.

    Sei ridicolo, l’uso dei goto è giustificato
    come puoi ben leggere da qui:

    http://kerneltrap.org/node/553/2131

  30. Maurizio Lombardi Says:

    >Windows è un micorkernel per cui se un driver
    >va in crash il sistema pui
    >ripristinarlo mentre se su linux un
    >modulo va in crash ti ferma tutto il kernel.

    Come puoi chiamare microkernel un sistema il cui kernel conta milioni di righe di codice?

    Un sistema a microkernel è QNX il cui kernel non arriva a 100.000 linee di codice

  31. Di_ME Says:

    A parte l’obesita’ o meno, tecnicamente il kernel di Windows e’ un microkernel ibrido. Peccato che al lato pratico la teoria dei microkernel non serve poi a tanto, infatti non te ne fai nulla di un kernel che continua a girare e non si blocca se poi si bloccano moduli al livello superiori che impediscono l’accesso a pariferiche vitali (vedi driver bacati) o se si blocca per dire l’interfaccia grafica di Windows stesso. Il kernel non si blocca ma il Pc lo resetti in tutti i modi.

    Linux invece e’ un kernel monolitico modulare sempre nella teoria se un modulo del kernel si blocca porta al blocco di tutto il kernel ma sempre la pratica fa si che visto che un kernel monolitico modulare accetta e carica solo moduli appositamente compilati per lui succede che tutti i driver Linux, al contrario di quelli di Windows, siano scritti (o approvati/revisionati) dalla stessa cerchia di sviluppatori e quindi abbiano una profonda coerenza con i motodi di programmazione e le api del kernel stesso e quindi il tutto sia molto piu’ stabile.

    Al contrario di Windows dove ogni singolo driver e’ scritto da programmatori diversi, sconosciuti e magari con tecniche di programmazione personali. Dove il kernel di Windows accetta perfino driver fatti per versioni precedenti di Windows!!!

    Infatti ad accezzione di rare schede madri molto merdose non ho mai visto un kernel Linux bloccarsi. Qualche volta ho anche visto un disco USB con l’elettronica rotta che portava al blocco del modulo usb-storage e poco dopo del sistema ma cmq confrontato con i casi di crash di Windows si rimane nell’ordine di uno di Linux ogni 100 di Windows.

    Parlando di coerenza anche QNX, e’ un microkernel, ma i driver che alla fine ci fai girare sono scritti appositamente e con la stessa coerenza che avviene su Linux.

    In fine un kernel monolitico e’ per sua stessa natura molto mpiu’ performante di un microkernel.

    Cmq bello il personaggio di questo blog, quando non ha piu’ argomentazioni (oltre a dire i programmi closed sono migliori le cose open sono scadenti) a difesa del suo mondo di bolle di sapone smette di rispondere. domande troppo scomode? XD

  32. Raffaele Tesi Says:

    Chiunque abbia studiato _Sistemi operativi_ difficilmente considerera’ windows qualcosa di piu’ di un giocattolino malmesso, tutto marketing e distintivo.
    Ripeto: la gestione dei processi? Possibile che venga accantonata al control-alt-canc / task manager?????? Non e’ semplicita’, e’ follia. E che vuol dire che un processo puo’ decidere di non buttarsi giu’ (anche rispettando le dipendenze), e grazie al cazzo che e’ una pacchia per trojan vari.
    E del defrag vogliamo parlare? E il registro, che se qualcosa va male non ti rimane che bestemmiare/formattare tutto o ripristinarlo (e ogni quanti minuti dovrei fare il backup per averlo aggiornato?).
    E il networking? Al di la’ delle tre stronzate che si possono fare dando di click destro su risorse di rete… tutto qui?
    STABILITA’??????????????
    Fino all’internet explorer 6 (il browser piu’ diffuso) bastava una pagina web malformata per sputtanare il sistema, ci hanno messo il browser nel core, ma che cazzo hanno studiato gli ingegneri di MS (ok, marketing, quindi?)
    ——————
    INNOVAZIONE???????????????
    Anni e anni di sviluppo di migliaia di tecnici, e miliardi di dollari spesi per arrivare a WINDOWS VISTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA???
    Gia’ e’ sufficiente per dire che il modello closed ha dei grossi problemi.
    E’ da trogloditi pensare che si possa sviluppare e portare avanti un sistema operativo in-house.

  33. closedclub Says:

    per Di_ME : non smetto di rispondere, alcune risposte meritano più tempo. In particolare quelle tecniche sviano il discorso, quindi cerco di evitare la polemica. Se comunque vuoi parlare di driver e di windows tutto quello che hai detto è corretto, ma windows è anche il sistema operativo che supporta più periferiche. E’ stata credo una scelta lasciare scrivere driver con i piedi a chiunque, windows paga in stabilità ma guadagna in flessibilità, sono due facce della stessa medaglia.

    per Raffaele Tesi : puoi prendere in giro windows anche senza studiare sistemi operativi, ma non credo che in Microsoft siano tutti stupidi. Chi sa perchè credo che anche loro abbiano fior fiore di ingegneri. Prendi un obrobrio come essere amministratore di sistema di default di windows, con annessa la possibilità di installare qualunque cosa con un doppio click o automaticamente dal web, è una cosa buona o una cosa brutta ? Dipende, per la sicurezza è un dramma, ma per l’utente è tutto più facile.
    O prendi OLE ed activex, una fabbrica di buchi certo, ma anche la possibilità semplice di utilizzare le funzionalità di altri programmi nel proprio codice, una cosa che permette di scrivere programmini in 100 righe impossibili da fare senza. Tu dirai, ma sono programmi scadenti, certo ! Ma funzionano, o almeno funzionicchiano, e fanno tanto tanto comodo in azienda.

    Con tutto questo ho risposto solo perchè Di_ME mi ha chiamato. Non mi interessano particolarmente windows e linux e microsoft. Anzi, sono esempi dannosi perchè i sistemi operativi sono software particolari da non generalizzare.

  34. Di_ME Says:

    Per la questione driver invece secondo me il closed perde e spiego perche’.

    Intanto non e’ corretto dire che Windows ha piu’ driver di Linux, e piu’ corretto dire che i driver per Linux arrivano sempre un po’ dopo di quelli di Windows perche’ ovviamente la comunita’ non puo’ sviluppare un driver prima di aver visto la periferica. Vendo hardware e so cosa dico, Linux sopratutto nelle sue versioni piu’ evolute come opensuse e mandriva supporta un fottio di periferiche, ma anche le varie ubuntu non sono da meno.

    Se escludiamo grossomodo: le stampanti lexmark (cui una cartuccia costa 2 volte la stampante) i modem USB e integrati che sono in assoluto le cose meno supportate tutto il resto funziona alla grande, al massimo basta informasi prima di comprare e il grosso degli utenti comuni sta a posto. A volte non e’ un problema cambiare un pezzo, se hai un modem usb adsl ormai un router adsl costa 30euro quindi che ti frega. Chi poi ha necessita’ di usare periferiche particolari terra’ Windows o mettera’ un dualboot se vuole poter usare Linux per andare a randanello nei siti porno senza killare tutto…

    Inoltre vorrei far notare una cosa: Linux i driver non li abbandona mai, Windows SI! Ci sono un fracco di periferiche vecchie che con i nuovi windows non vanno piu’. Io stesso posseggo un vecchio scanner HP Scanjet5P SCSI comprato nel lontano 1996. Era uno scanner super professionale pagato 650.000 lire che ancora oggi lavora da stra dio ed e’ molto meglio di tanta robetta che compri. Da windows piu’ di NT4 e 98prima edizioni non trovi driver, con Linux va ancora alla grande e per quanto ormai io faccia uno uso limitato dello strumenti scanner quando ne ho bisogno mi da ancora soddisfazione e non vedo perche’ dovrei cambiare un oggetto di tale qualita’, perfettamente conservato e funzionante…

    Alla fine a essere onesti Linux supporta molta piu’ roba, con vista e frotte di clienti che arrivano a chiedere come mai le loro cose non vanno piu’ e gli devo dire che se le devono buttare via… anche oggi una epson 580sxu ovviamente non supportata da Vista.

    Per il discorso degli sviluppatori di Windows… Un mio caro amico e’ uno sviluppatore software indipendente, che esegue sempre e solo lavori conto terzi. Attualmente sta lavorando su MAC, ma ha lavorato su Linux e anche su Windows anche come debugger Microsoft.

    Ha contribuito al debugging di .net 1.1 e piu’ recentemente alle librerie grafiche di Vista e in tutti e due i casi mi ha sempre detto che del codice sorgente cosi’ schifoso lo si vede solo sui sorgenti Microsoft.

    Ovviamente firma contratti di segretezza e non puo’ scendere in particolari. Inoltre dice che non e’ che gli sviluppatori microsoft siano dei cazzoni ma che Windows ormai, con la storia della compatibilita’ verso il passato a tutti i costi, e’ un groviglio incompresibile, un porcaio che per quanto sei bravo ti riesce impossibile mettere a posto come vorrebbe. In sostanza Windows andrebbe buttato e un nuovo SO andrebbe scritto partendo da 0, abbandonando il passato.

    Per finire, uscendo dal discorso dei SO e tornando su quello di closed e open… Continuo a dire che non e’ tutto bianco o nero, ci sono casi nei quali diventa molto utile per tutti!

    Intanto ripeto ancora una volta che non si puo’ impedire a una persona di fare qualcosa fai da te, la liberta’ e’ liberta’. Se a me va lo faccio perche’ mi diverte farlo.

    Passando per esempi piu’ reali io conosco una persone, ormai vicina alla pensione, che per tutta la vita ha programmato. Sopratutto gestionali. Uno dei suoi gestionali viene usato in TUTTE le USL dell’emilia romagna e in parecchie attivita’ commerciali private.

    Ha iniziato al tempo del DOS, programmando in clipper e ha portato avanti questo software da allora implementando in esso l’esperienza di anni e anni.

    E’ stato grazie a uno strumento opensource (http://www.xharbour.org/) che ha potuto migrare in grafico 32bit multitask qualcosa che prima era solo per DOS. Grazie a xharbour ha avuto modo di non buttare 20 anni di sviluppo nel cesso e di garantire continuita’ a tutte le aziende/usl/etc che avevano i suo gestionale.

    Ma tu ti sbagli se pensi che quelli di xharbour sono dei coglioni che hanno lavorato per la cloria mentre sto tizio qua usa il loro strumento per fare soldi vendendo un gestionale, personalizzazioni e fior di assistenza. Perche’ chi ha sviluppato xharbour sono persone come hanno avuto la sua stessa necessita’ e sicuramente si sono coalizzate per una necessita’ comune, e si e’ scelta la strada dell’opensource,visto che sviluppare un framework non e’ una cosa semplice, era l’unica maniera possibile per tante piccole formichine di realizzare qualcosa del genere.

    Nel mondo open sono tanti i progetti nati in questo modo.

    Aggiungo anche che sempre questo programmatore qui approva l’opensource e desidera rilasciare i suoi sorgenti o anche solo aiutare qualcuno a sviluppare qualcosa di analogo magari con tecnologie piu’ moderne del clipper. Lui afferma che oggi il lavoro di un programmatore closed o open non ha differenze. Lui, e tantissimi come lui sviluppano programmi e li vendono ad aziende. Ma nessuno guadanga vendendo una scatola chiusa, quando entri in un’azienda e vendi un software hai sempre richieste di assistenza sul prodotto che hai venduto e ancora di piu’ richieste di personalizzazioni visto che ogni ditta/cliente ha necessita’ diverse dagli altri. Alla fine, in tutti i modi, il tuo sostentamento viene il 90% da li. Ti vendo un gestionale per 250euro poi mi chiedi un fracco di cose a modo tuo quindi ti chiedo altri 2500 euro per lo sviluppo delle personalizzazioni.

    E’ cosi’ che funziona! La gente puo’ anche comprare la scatola col progamma al mercatone, ma poi se non gli va bene o non funziona esattamente come vorrebbe o si adatta e lo getta. Il mercato dell’assistenza e delle personalizzazioni invece e’ molto piu’ renumerativo perche’ il cliente e’ molto piu’ felice di spendere soldi se gli dai una cosa fatta su misura come la vuole lui!

    In questi termini allo sviluppatore fa comodo avere il sostegno di una comunita’ di altre persone, magari con le sue stesse necessita’ che lo aiutano a sviluppare open un software.

    Tanto il cliente il programma NON se lo scarica da internet ne se lo installa da solo. I clienti vogliono che te vai la da loro e gli fai andare le cose, anche se e’ solo per fare lo scandisk!

    Inoltre per un discorso di stabilita’, di fiducia il caso che qualcuno ti soffi i cliente proponendo assistenza sul tuo programma al posto tuo e’ pressoche’ nullo. Quando sei fidelizzato ad una ditta, hai la loro fiducia e conosci le loro necessita’ e le soddisfi bene poi non ti mollano, anche se gli costi qualcosa di piu’. Perche’ sanno che lavori bene.

    Se poi sei un cretino che gli pianti dei casini ti mandano a cagare e vanno altrove, che sia open o che sia closed il tuo programma non ha importanza.

    Le stesse cose mi sono state confermate da uno sviluppatore della buffetti, anche loro che sono grossi, mangiano sull’assistenza e sulle personalizzazioni e non sulla vendita del mero CD inscatolato.

  35. PiccoloTUX Says:

    Parole sante quoto tutto! closedclub non si rende conto di come sia il mondo oggi!

    A poter vivere di closed source assoluto, vendendo licenze e cd inscatolati oggi sono solo le grandi multinazionali, nate nel passato e che hanno formato dei monopoli e chiuso il mercato. Oggi e’ impossibile per chiunque poter solo pensare di competere o di riuscire a sopravvivere, sopratutto in un mercato saturo di prodotti come quello odierno.

    Non centra essere bravi programmatori, quando si e’ piccoli nessuno ti caga, si rimane oscurati dall’ombra dei giganti e si puo’ solo morire.

    Per questo si e’ creato e sta crescendo un mercato diversificato basato sul servizio, sull’assistenza, sulle personalizzazioni dove vi e’ vantaggio nello sviluppare open, dove programmatori brillanti quanto quelli che sviluppano come dipendenti delle multinazionali possono esprimersi e campare facendo il lavoro che rpeferiscono, ossia programmare. Queste persone, diversamente potrebbero solo andare a pomodori perche’ tanto non ce ne sarebbe abbastanza per tutti.

    Il tizio di questo blog o e’ stipendiato da Microsoft, o un ragazzino da 16 anni che non capisce niente o proprio non ci lavora nel mondo dell’informatica perche’ se no si renderebbe conto che lui spera nella rovina di tantissime realta’ aziendali medie e piccole e desidera vedere tanti brillanti programmatori e sistemisti disoccupati per poi ottenere un fracco di aziende di ogni tipo completamente nella merda perche’ segretarie e metalmeccanici appunto sanno scrivere documenti o fresare pezzi di ferro e non di certo fare manutenzione o programmare PC e le multinazionali col cazzo che gli scrivono il programmino e gli fanno assistenza personalizzata per loro!

    Tutto quello che trovo scritto in questo sito e’ pura follia e totalmente offensivo e denigratorio e razzista verso un categoria di persone che lavorano e trovano il modo di vivere facendo e sfruttando cio’ che e’ software opensource. Si e’ arrivati a definire mediocri e di categoria B persone che programmano open, incapaci e fanatici i sistemisti!

    Che voglio precisare che i sistemisti sono la categoria meno considerata nel mondo informatico ma contemporaneamente anche tra le piu’ importanti!!!

    Perche’ come detto prima una segretaria sa scrivere con il word e un metalmeccanico sa fresare i pezzi di ferro e se non ci fossero i sistemisti a contatto con la gente a installare software e fare manutenzione alle cose chi ci sarebbe?

    I sistemisti tra le altre cose sono spesso persone di grande esperienza e che sanno giudicare la qualita’ o meno di un software molto meglio di un programmatore. Perche’ e’ il sistemista che si sbatte a far funzionare le cose, e’ il sistemista che tira le madonne quando un programma non funziona bene ed e’ il primo che nota la differenza tra programmi similari e/o concorrenti! Il sistemista e’ quello che vive nella realta’ dove le cose sono applicate e nota quello che l’utente finale e’ sivente fare o desidera!

    I programmatori spesso sono estranei a queste cose, scrivono un programma che va bene per come la vedono loro… non importa se poi chi lo va ad usare lo trova inusabile, probabilmente mai nessuno glielo dira’ nemmeno che il suo programma fa schifo!

  36. Vittorio Says:

    Di_ME torna a vendere hardware… onestamente non mi è mai capitato di trovarmi a parlare di idee progettuali con un rivenditore auto.. l’informatica è degli informatici, il resto sono chiacchiere da marciapiede e lasciano il tempo che trovano.. per raffaele: ctrl-alt-canc.. tz.. pivello..

  37. Alex Says:

    Sentito Sun? MySql è passata da BitKeeper a Bazaar, scelta forzata da puri motivi ideologici?


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