Informazione chiusa

13 maggio, 2008

Cercate su internet una critica all’open source.

Cercate articoli, pagine, post che parlano degli aspetti negativi dell’adozione di software FOSS.

Non troverete niente. Non c’è niente.

Tutti lo promuovono, e nessuno che parla delle contro indicazioni, ma ci sono sempre delle contro indicazioni, perfino la religione più pacifica del mondo ne ha.

Vediamone qualcuna :

Scarso ritorno economico per le aziende software, che sembra un bene ma non lo è ! Come coseguenza ci sono i bassi salari e la scarsa professionalità, scarsi investimenti in innovazione, in generale una competizione sul prezzo, una gara al ribasso sul programmatore, il tutto a scapito della qualità.

Nessuna garanzia e mancanza di una vera rete di assistenza per i prodotti. Il rischio è che solo il venditore sappia modificare il vostro software : che ve ne fate del codice aperto se nessuno ci sa mettere le mani ? Non c’è incentivo a fare software modulare, scritto bene, facilmente mantenibile e documentato, anzi ! Più è difficile metterci le mani per un competitor e meglio è.

Scarsa innovazione, nel FOSS non c’è la selezione naturale dove solo i migliori vanno avanti, non c’è il mercato che fa selezione, non c’è stimolo ad innovare. Manca insomma tutto quello che ci ha portato dalla vecchia alla nuova fiat 500.

Costi nascosti ! Assistenza, doppie licenze, un modo per tirare fuori i soldi dal cliente il fornitore lo trova sempre. Nel software normale si conosce il prezzo, si tratta con un marchio internazionale, si sceglie sulla base del rapporto prezzo qualità tra soluzioni in competizione. Il costo è trasparente, paghi ed ottieni.

– C’è il rischio dell’effetto discount (detto anche effetto trabant) : si risparmia sugli strumenti a tutti i costi. Il costo è la produttività, non comprendendo il valore dei programmi nuovi, più veloci, che permettono di fare più cose in minor tempo. Ci si fossilizza o peggio si va verso software peggiori, scadenti, solo per risparmiare pochi spiccioli in confronto a giornate di lavoro uomo ben più costose.

Costo di sviluppo. I computer servono per far girare i programmi. Il miglior modo di usarli in ufficio è cercare, modificare o far scrivere il programma adatto alle proprie esigenze. Perché come lavorerà il PC è come lavorerà l’azienda stessa. Per impostare il lavoro degli impiegati bisogna impostare i programmi, il sistema è spesso più importante dei muri, dei manuali e delle procedure.

I programmi non sono statici, si devono continuamente adattare alla realtà.

Ma se sviluppare un programma personalizzato su sistemi open source costa molto, perché gli strumenti di sviluppo sono lenti, scarsamente documentati, con concezioni vecchie, ed i programmatori non seguono corsi professionali seri e non si aggiornano continuamente nasce un problema. Alla fine : o non si fa il programma o si spende molto, ma molto di più.

E’ bene saperlo il sistema operativo può anche essere gratis, ma da solo non fa niente. Risparmiare con Open Office si può, ma se poi non mi funziona la stampa unione si è presa una sonora fregatura (cercate pure in internet se non ci credete).

Il software non è un costo, è un investimento, è il solo investimento che chi offre servizi può fare oggi.

Ad esempio : chi deve modificare continuamente programmi se non la pubblica amministrazione ? Nuova legge, nuovo programma ! Nella PA, proprio dove vogliono spingere i sistemi più costosi da programmare.

Sistemi fuori da logiche di mercato, dal prezzo opaco, senza garanzia, e che fanno perdere più tempo.

Proprio una bella scelta.

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15 Responses to “Informazione chiusa”

  1. Alex Says:

    Scarso ritorno economico… chiedilo a Red Hat o a Mysql AB se hanno uno scarso ritorno economico.

    Gara al ribasso sul programmatore? ma con che informazioni o con che credenziali dici ciò?

    Il rischio che solo il venditore sappia modificare il vostro software… Vero in pochi casi, ma nel mondo closed è una certezza.

    Scarsa innovazione… e …non c’è il mercato che fa selezione…: Ma di che cosa stai parlando? Il software OS è imposto? Vogliamo parlare di codec di compressione? 7z vs zip o mp3 vs monkey? Vogliamo parlare di filesystem? O di sicurezza? O di browser? Vogliamo parlare di cosa è imposto?

    Costi nascosti? Fai un esempio, metti qualche nome, da più credibilità! Vuoi che parliamo dei costi nascosti di Office o di Autocad?

    Gli ultimi due punti non posso dire niente, sicuramente ne sai, L’ultimo, il costo di sviluppo, non ho capito cosa cambia ad utilizzare il software open.

    Stampa unione… finalmente un esempio, però cercando ho visto che si può fare con openoffice, se ci sono problemi perchè non metti un bel link.

    Perchè programmare un software open è più costoso? Perchè un programmatore Open è un problema mentre uno closed è più fico?
    Tra i vantaggi del FOSS c’è la possibilità di esaminare il codice di un buon programma, apprendere le tecniche utilizzate dal programmatore open (che è pagato! non programmano di notte e chiedono l’elemosina di giorno).

    Bella la penultima frase. Da completo ignorante sulle regole del mercato ti saluto e ti invito a leggere questo commento con spirito APERTO 🙂

  2. ciccio Says:

    …bla bla e bla, tutti brutti e cattivi…. e poi usi wordpress, buffone.

  3. marco Says:

    Forse non lo sa neppure da ignorante che è che wordpress è open….ahahahahhahahaha

  4. rnr Says:

    Sei un mammalucco e un ignorante..prima di dare fiato alle trombe documentati e leggi..cmq fai bene alla società perchè sei un chiaro e facile esempio di cazzaro del ventunesimo secolo..se poi ti becco a scaricare mp3 o software pirata ti taglio il pipino 😀

  5. xmas Says:

    Le controindicazioni ci sono: il software libero non sempre è supportato, ci sono migliaia di progetti abbandonati a se stessi. E’ anche vero che possono sempre essere ripresi, ma nella realtà dei fatti, questo è molto raro.

    In ogni caso:

    – Scarso ritorno economico: stronzata. Non credo che grandi aziende come la IBM, la Sun, la Novell, ecc. avrebbero investito così tanto nell’opensource se non ci fossero stati dei margini di guadagno sufficienti 😉
    Semplicemente, i margini di guadagno sono altrove (vendita di pacchetti preconfigurati, assistenza tecnica, ecc.).

    – Nessuna garanzia: dipende. Se ti compri il pacchetto di assistenza tecnica Ubuntu, sei coperto. Se non paghi, non hai. Mi sembra pure giusto, no?

    – Scarsa innovazione: portami dei dati che lo dimostrino e ti darò ragione.
    Fatto sta che, tanto per fare un esempio, uno dei migliori browser sulla piazza (Firefox) è open source, e dà la paga a tanti browser closed (IE in primis).

    – Costi nascosti? Dove? Nessuno ti costringe a pagare alcunchè, se vuoi assistenza te la compri, se non la vuoi, sono cazzi tuoi. I costi sono nascosti, semmai, da alcuni che fanno propaganda pro-OS falsante e iperbolica, ma qualche faziosità c’è ovunque, e nessuno dice di ascoltare coloro che fanno questo tipo di propaganda, tu comunque, se sei una persona intelligente, ti informi per bene prima di comprare (o compri solo per sentito dire?).

    – Effetto discount: dimostrami che c’è. Hai buttato una sentenza non comprovata, se porti dei dati che non possano essere controbattuti, allora ti darò ragione.

    – Costi di sviluppo: non sono più alti, semmai è più difficile trovare un programmatore/sistemista Linux rispetto al corrispettivo Windows. Quella dei programmatori che non studiano seriamente è una trollata, e non è degna di risposta. La documentazione delle feature, in alcuni casi hai ragione, in alcuni casi no (anche su Windows o qualsiasi altro sistema operativo c’è qualche feature poco documentata, infatti la MS s’è presa la condanna dall’Antitrust per non aver fornito alla concorrenza informazioni su molte feature di sistema).

    Rispondi però, eh.

  6. Avvocato Says:

    Ciao, sono un avvocato delle cause perse. Se vuoi puoi usufruire dei miei servizi e potremmo fare una class action. Ah già ma a chi? Non esiste una azienda che distribuisce l’open source. L’open source è diffuso unicamente in base alla propria popolarità tra la gente che decide dopo averlo usato di migliorarlo. E’ un sistema quasi esclusivamente basato sulla reputazione. Dunque, se tutti lo usano… amen. Rassegnati. Il mondo ha scelto la propria strada, o cammini o t’attacchi al tram. Non c’è NESSUNO che sia in prima persona responsabile del suo successo e che possa aver mentito per degli interessi. Le grandi aziende sono solo una misera nicchia, ed ogni fornitore anche. E’ l’insieme degli acquirenti che fa la scelta in questo caso. Non come il monopolio di microsoft, che costringe ogni acquirente di portatile ad avere una copia del sistema operativo windows. E nonostante questo, la gente se ne fotte e sceglie una alternativa.

    Rassegnati, sei out.

  7. lecalefanmale Says:

    Scarso ritorno economico per le aziende software: vero! Che si mettano a vendere i servizi che ci sono dietro al sw come ad esempio fa IBM da secoli o Google da qualche anno. Poverini però guadagnano cos’ poco!

    Scarsa innovazione: si vero, resistono solo i migliori e non si riesce molto bene a vendere cagate facendogli un’ottima pubblicità…vendi solo la roba buona! Osti bisogna trovare qualcosa di innovativo…altro che inet, web2, php, python, desktop semantico etc etc.

    Nessuna garanzia: vero! ti dovrei garantire qualcosa che non paghi? Tutt’al piu ti garantisco l’assistenza in tempi brevi se me la paghi!

    Costi nascosti: ok, paghi il sw, paghi l’assistenza, paghi le licenze. Che differenza c’è se uno ti fa pagare solo l’assistenza?

    effetto discount. mica capito bene cos’è. Ti riferisci forse al fatto che mi è stato proposto un programma diverso da quello che sto usando ma mi permette una volta che imparo ad usare anche questo nuovo di risparmiare due click e mi manda la mail al cliente da solo senza che la devo mandare io da gmail? Ah si ottimo! ok installatemi sto stupendo editor di testi da 1500E!

    Per il resto mi sembri un po fuori strada. Linguaggi open poco documentati? Quanto costa MSDN o come cavolo si chiama? Google è gratis. Riguardo i corsi ok…non ci sono corsi professionali per programmare in C…lo insegnano anche alle superiori…python lo impari in una settimana ed il resto dipende solo dalla tua impostazione di base riguardo alla programmazione. Però per usare VisualStudio serve un corso certificato!

    Quasi quotato:
    ‘E’ bene saperlo il sistema operativo può anche essere gratis, ma da solo non fa niente. Risparmiare con microsoftOffice si può. Ma se poi non mi funziona la stampa unione e non mi ricordo quello che ho imparato al costoso corso che la ditta mi hga fatto seguire, si è presa una sonora fregatura (cercate pure in internet se non ci credete)e devo chiamare qualcuno per l’assistenza?.’

    “Il software non è un costo, è un investimento, è il solo investimento che chi offre servizi può fare oggi.”
    Ma ofre servizi suoi o di qualcun’altro? SW close = vendo i servizi di un’altro = io sono un terzista!

    “Ad esempio : chi deve modificare continuamente programmi se non la pubblica amministrazione ? Nuova legge, nuovo programma ! Nella PA, proprio dove vogliono spingere i sistemi più costosi da programmare.” Googola un po e cerca un po cosa si sta facendo a livello quasi mondiale per i software per la PA ne troverai delle belle! Si parla di sw non di sistemi operativi vari!

    Sistemi fuori da logiche di mercato, perchè non creano mercato per il ‘sistema’ ma in compenso ne creano per chi fornisce ‘soluzioni’ operative,dal prezzo opaco perchè non si riesce a comprendere bene che ti stanno vendendo una ‘soluzione’ e non un sistema di software, senza garanzia (se non qurella che ti rilascia chi ti sta facendo il lavoro), e che fanno perdere più tempo a chi ha solo esperienza con il punta e clicca di microsoft.

    in conclusione mi sembra che guardandosi un po in giro la situazione sia… un bel antivirus per i troll!

    ps amministro tra gli altri anche un server per una multinazionale che è tutto M$ e va benissimo oltre ad esere molto simpatico! Ottime soluzioni anche le loro!

  8. deviantdark Says:

    Userà pure wordpress, ma il .COM, non il .ORG.
    Il .COM è closed, il .ORG è open… quindi è in linea col suo pensiero.

    Per il resto.. sarà felice di aver speso 300€ per il suo Windows Vista Ultimate, e altri soldoni per il Symantec, pacchetto Office e via dicendo.
    Se gli funzionano e CREDE che le alternative open non siano all’altezza, continuate a farglielo credere.
    Buon per lui.

    Ciao ciao.

  9. deviantdark Says:

    Postilla: http://luca.superdido.com/tesi/node155.html

    Google… ne hai mai sentito parlare?

  10. Alex Says:

    @deviantdark:

    Presta attenzione, WordPress è la piattaforma, non il sito.
    Wordpress.com ti offre una specie di hosting con qualche limitazione, oppure paghi per i servizi aggiuntivi.
    Ma nulla ti vieta di scaricare wordpress (il cui codice è open source) e metterlo sul tuo server o in un host (come netsons.org)
    In più wordpress.com gira su server Linux quindi direi che non è in linea col suo pensiero.

    @rnr:

    Anche chi usa software open scarica gli mp3 (il parco software del p2p sharing è quasi tutto open, motivo in più per scaricare).

  11. eeecp Says:

    Microsoft in un 10 ore fattura quello che RedHat fattura in un trimestre.
    IBM fattura 100 miliardi di dollari all’anno, soprattutto grazie ai sistemi closed, all’AS400, non certo grazie all’open source, e quel milione di dollai che spende all’anno epr Linux è quasi per beneficienza.
    Sun guadagna con l’hardware, non certo col software. Mai visto uno comprare solaris, per quello lo hanno regalato.
    Tutti dicono “guarda IBM, Sun, RedHat che fanno soldi con l’open source”, ma in realta i soldi non li fanno con l’open source, o se li fanno ci guadagnano quasi niente.
    Poi devo ancorta capire,a pparte le solite quattro aziende (redHat, novell, mysql…) qualialtri sono quelli che ci guadagnano? Su milioni aziende che ci sono al mondo quelle che riscono a fare soldi con l’open source si cntano sulle dita della mano.

    Sulla qualita del software pure sono d’accordo con l’autore, bastra guardare sul cosice diLinux dove ci sono righe come queste per esempio:
    if ( cond ) {
    fun1();
    fun2();
    goto end;
    }
    fun3();
    end:
    fun4();
    }

    Vergognoso, andate a vedere se non ci credete. E pieno di castronerie come questa. I sorgenti di tutti i software open che ho visto fanno ribrezzo.

    E vero anche che costa di piu sviluppare software su sistemi open, ci sono importanti librerie non documentate, o con documentazione vecchia e incompleta, per capire come si usano bisogna perdere settimane a far eserimenti e guardand il codice.
    Mentre sull MSDN di microsoft c’è di tutto, ogni aspetto è coperto nei dettagli, in modo completo e aggiornato.

  12. mastro Says:

    ci sono due casi:
    *) tu non sei nel mondo del lavoro e quindi non sai nulla delle dinamiche correnti
    *) hai una visione talmente ristretta della realtà informatica che riesci a credere alle cazzate che hai scritto qui…

    fatti dire che le aziende si stanno tutte (chi più chi meno) orientando all’open source:
    principalmente perché permette di arrivare prima e spendendo meno al cliente

    spesso poi il software ha una qualità maggiore

    tutte le soluzioni proprietarie hanno qualche mancanza che va colmata
    per colmarla non si può che rivolgersi a chi ha prodotto il software..
    oppure si parte da una soluzione open e si scrive quel che serve

    ciò che conta non è solo il codice ma la conoscenza di esso, le competenze.

    la maggior parte del software prodotto viene prodotto su commissione e venduto
    all’azienda che compra la soluzione non interessa nulla che il codice sia open, closed o quant’altro
    lo vuole in fretta, spendendo il meno possibile ed efficiente!

    L’open source permette queste 3 cose più di molti software proprietari e permette all’azienda che realizza la soluzione di riutilizzare quanto ha fatto per un cliente su un altro cliente.. ecc… ecc…

    ti sto parlando di come funzionano le cose nel mondo del lavoro…
    Ampia le tue visioni perché se guardi il dito che indica la luna avrai sempre una visione ristretta e limitata del mondo

  13. Claude Says:

    LOL…

    “Cercate su internet una critica all’open source.

    Cercate articoli, pagine, post che parlano degli aspetti negativi dell’adozione di software FOSS.

    Non troverete niente. Non c’è niente.”

    Questo lo hai scritto tu… quindi ti consideri niente??? 😀

    Ho scoperto da poco questo sito… si spinge talmente tanto oltre il limiti del ragionevole che sembra la presa in giro del closed source…
    Se lo e’: complimenti! Davvero ci vuole grandeimpegno per scrivere tutte queste cose.

    Se invece non lo e’… beh… no comment…

  14. eeecp Says:

    tutte le soluzioni proprietarie hanno qualche mancanza che va colmata
    per colmarla non si può che rivolgersi a chi ha prodotto il software..
    oppure si parte da una soluzione open e si scrive quel che serve

    Chiunque abbia lavorato a un progetto grosso sa benissimo che l’unico capace di metterci le mani in modo produttivo è quello che l’ha scritto. Chiunque altro ci mette una infinita di tempo in piu, commettendo molti errori e non è neanche detto che riesca ad ottenere la modifica che vuole. Alla fine i costi sono superiori che non commissionare la modifica direttamente all’autore.

  15. mastro Says:

    @eeecp
    quindi secondo te le società di consulenza si limitano a prendere cose già fatte e commissionare ad altri le personalizzazioni
    quindi le rivendono al cliente

    questo è ciò che TU hai affermato

    adesso fermati e ragiona:
    se tu fai le modifiche ti studi il software e lo impari, quando ti servirà ancora avrai più conoscenza e potrai fornire la soluzione più in fretta e più efficiente..

    una delle risorse più importanti di un azienda è la conoscenza che essa acquisisce.. se fa sempre fare tutto fuori non ne acquisisce mai nessuna

    hai detto una vaccata

    e comunque io portavo ad esempio come lavorano grosse società di consulenza (e non sto parlando di alcuni $noti_buffoni_del_campo). esperienze ottenute DIRETTAMENTE dalle aziende

    puoi affermare quel che vuoi ma questi sono i fatti


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